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Verstappen eroe in casa, Mercedes in leggero recupero. Sorpresa competitività Ferrari

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Sembrava un’altra gara abbastanza scontata e con poca storia. Beh, almeno il conduttore del trenino di monoposto più veloci del mondo non era tuttavia il “solito” Hamilton. Perché, da un po’ di gare a questa parte, il leader si chiama Verstappen. Che ha vinto e convinto, senza sbavature, senza errori, senza problemi, senza incidenti. Nell’arco di un mesetto è diventato il vero leader empatico di questa stagione. Ma anche il leader effettivo, numeri alla mano, di questa Formula 1 2021, almeno sino a questo punto. Sia dei singoli gran premi, sia della classifica mondiale piloti e, con il suo team, anche dei costruttori: rispettivamente 12 e 37 punti di vantaggio prima di questa domenica.

Con la prestazione odierna nuovamente maiuscola del giovane olandese, il gap fra i piloti aumenta ancora e, psicologicamente, porta bene in vista del prossimo GP, che si correrà nuovamente sulla stessa pista, cambiando però la denominazione: oggi era la gara della Stiria, la prossima sarà quella nazionale dell’Austria.

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Il Grosser Preis der Steiermark 2021 ha visto quindi sul podio Verstappen primo senza grossi patemi d’animo, mentre dietro di lui ha tagliato traguardo un Hamilton mai capace di andarlo a prendere e un Bottas per una volta “fortunato”. Il finlandese più sotto ai riflettori si è ritrovato al terzo posto in parte anche a causa delle sfortune altrui. Poteva e doveva essere il posto di Perez, oggi, quello in fondo al podio. E forse anche di qualcun altro. Se non fosse per il gap accumulato, infatti, aveva guidato molto bene anche Norris, ma la tenuta sul passo gara non è stata delle più efficaci: comunque un buon sesto posto. E, purtroppo per l’Italia, sempre “troppo superiore” rispetto al suo compagno di team: Ricciardo, infatti, particolarmente simpatico alle nostre latitudini grazie ai suoi genitori nati in Calabria e in Sicilia, ogni domenica è sempre meno costante e meno vicino allo stesso numero di punti del giovane e promettente inglese.

Una Ferrari inaspettata

D’altri tempi, con un sesto e un settimo ci si poteva anche lamentare. O almeno si poteva scegliere se vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Si poteva lamentarsi con il team. Specie dopo i proclami recenti di guardare solo al 2022. Però qualcosa, bisogna dirlo, ha funzionato. Qualcosa ha lasciato un po’ respirare i tifosi. Si è visto Leclerc girare con un passo gara importante, quasi maestoso. Si è visto Leclerc crederci, arrabbiarsi, mostrare che è un pilota che merita davvero quel posto in rosso. Si è visto Leclerc recuperare come un forsennato le posizioni perse a seguito di un incidente alla prima curva a questo punto “maledetto”, perché dopo, la rabbia, la capacità, la tenacia, lo hanno mostrato gasato, tonico e in piena forma, senza ulteriori sbavature e capace di recuperare posizione su posizione.

Una grinta che gli ha permesso di lottare ed emozionare quando si è trattato di superare i campioni del mondo del passato che si è trovato davanti: Raikkonen, Vettel e Alonso. Bei sorpassi con “scazzottate” come non si vedeva da tempo. Nella soddisfazione di questa giornata in rosso, c’è anche un po’ di matematica: quattro punti recuperati sulla McLaren, causa come accennato un Ricciardo troppo “mediocre” e un Sainz insolitamente brillante, nonostante una partenza molto arretrata a seguito di una brutta qualifica.

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