Sport e Salute e Cdp lanciano la Silicon Valley dello sport tech

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Sport e Salute e Cdp lanciano la Silicon Valley dello sport tech

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Come ha ben sintetizzato Paolo Glisenti, Commissario Generale di Sezione per l’Italia per Expo 2020 Dubai, al Foro Italico nascerà quella che potrà essere considerata la «Silicon Valley della Sport Industry italiana». Sotto l’egida di Sport e Salute, infatti, è stata annunciata venerdì scorso la partenza di un progetto innovativo per l’Italia, la costituzione di un acceleratore per le start up dello sport tech. L’occasione del lancio di «WeSportUp» è stato un incontro promosso al Padiglione Italia di Dubai che ha messo insieme virtualmente esperti e professionisti del settore intitolato appunto «Italian Sports Tech: the new frontier of sport».

Investimenti globali

Come è stato sottolineato nel corso degli interventi negli ultimi cinque sono stati investiti in questo ambito 25 miliardi di dollari (5 solo nei primi sei mesi del 2021). In Italia però sono arrivati pochi fondi. Le startup che faticosamente si stanno facendo spazio (un centinaio) nella Penisola sono ancora acerbe, salvo alcune eccellenze, e per questo vanno accompagnate facendole incontrare con il mondo corporate. «Abbiamo pensato ad uno strumento in grado di di mettere a fattore comune ricerca e sviluppo in ambito sport e capace di produrre crescita e sviluppo del sistema sociale ed economico – ha spiegato il presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli presente a Dubai -. Da qui un progetto radicato a Roma al Parco del Foro Italico, per permettere la valorizzazione del Made in Italy e per dare un’importante dimostrazione della dimensione economica dello sport in un settore sempre più tecnologicamente innovativo, capace di dar vita a nuove imprese, start up e pmi, con competenze high-tech digitali e di generare così occupazione per le prossime generazioni».

Gioco di squadra

Cozzoli ha sottolineato come si tratterà di un lavoro di squadra che vedrà schierata Cassa Depositi e Prestiti, Startupbootcamp, una realtà che opera su 14 paesi e 12 settori industriali e che «gestisce due acceleratori sport tech in Australia e Qatar» come ha sottolineato Nazzareno Mengoni, co-founder e direttore Business Development Startupbootcamp Italia, e Wylab, un’eccellenza nazionale con sede a Chiavari, che rappresenta il primo acceleratore itaiano in questo ambito, nata nel solco di Wyscout, la piattaforma italiana diventata in pochi anni il punto di riferimento globale per la selezione dei calciatori (oggi acquisita da una realtà Usa).

Tre cicli di scouting

In tre cicli 2022, 2023 e 2024 e un lavoro che durerà per ogni “stagione” 10-11 mesi sarà fatta una attività di scouting per porterà alla fine una decina di startup all’anno a poter contrare sugli investimenti Fondo Acceleratori CDP Venture Capital Sgr – Fondo Nazionale Innovazione, come ha spiegato il responsabile Stefano Molino, e a poter creare fin da subito sinergie con il mondo delle istituzioni e delle aziende sportive, le quali anzi faranno da benchmark per individuare i bisogni e le aree sulle quali si dovrà concentrare la ricerca e lo sviluppo delle nuove realtà.

WeSportUp

Il progetto WeSportUp, lìacceleratore ufficiale di Sport e Salute, perciò sarà il più possibile aperto per creare il polo strategico italiano dell’innovazione e attrarre investimenti per la promozione dello sport e dei corretti stili di vita. A giudarlo operativamente sarà Federico Smanio, ceo di Wylab, forte dell’esperienza maturata in questi anni nell’incubatore ligure che ha dato vita ad aziende in crescita come Sportclubby (presente al convegno il fondatore e Ceo Biagio Bartoli), piattaforma booking per sport e benessere che annovera già 700mila utenti sportivi e 800 strutture in tutta Italia, e Noisefeed che come ha raccontato il ceo e founder Nicolò Cavallo, dopo errori e aggiustamenti di percorso, «è oggi diventata il punto di riferimento del calcio professionistico internazionale per quanto concerne la reportistica anche in tempo reale di infortuni e stato di salute degli atleti».