Sicily Divide, in bici alla scoperta della Sicilia più remota (e più vera)

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Sicily Divide, in bici alla scoperta della Sicilia più remota (e più vera)

La Sicilia ha la forma di un triangolo, e se la tagli a metà lungo la bisettrice che unisce Trapani a Catania puoi scoprire paesaggi lontani dai luoghi da cartolina e frequentati dal turismo di massa, ma non per questo di minor fascino e bellezza e soprattutto più genuini e godibili. Ammirare la storia e le tradizioni millenarie di un borgo arroccato su un’altura, perdersi fra gli sterminati campi di grano e successioni continue di vigneti e alberi da frutta, fermarsi a riflettere di fronte ai luoghi che portano ancora vive le ferite di sciagure recenti e mai dimenticate e godere dell’ospitalità tipica di chi abita l’isola sono gli obiettivi di chi percorre la Sicily Divide: un itinerario tracciato dall’Associazione Ciclabili Siciliane .

Il percorso

Pedalare lungo i suoi quasi 500 chilometri senza un metro di pianura richiede impegno, ma è comunque alla portata di ciascun ciclista dotato di buon allenamento e di una mountain bike o una bici gravel con pneumatici sufficientemente larghi e tassellati. Si percorrono infatti anche strade rurali, sterrate o dismesse da tempo e quindi in condizioni non sempre ideali, in cambio però si ottengono panorami splendidi e si attraversano zone che spesso appaiono fuori dal tempo. E a proposito di tempo, ciascuno può prendersi il suo per completare l’itinerario, che i creatori hanno idealmente diviso in 7 tappe.

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Sicily Divide, in bici alla scoperta della Sicilia più remota

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Posti di controllo e strutture per pernottare

Lungo il percorso, che si può anche interpretare a seconda delle esigenze e delle curiosità spaziando attorno a una traccia di base e completato il quale si ottiene il brevetto, gli ideatori hanno fissato posti di controllo in cui timbrare il pass e indicato strutture bike friendly dove i pernottamenti sono più confortevoli.I capoluoghi di partenza e arrivo (con la variante che prevede inizia da Palermo anziché da Trapani), quelli intermedi di Caltanissetta e di Enna (il più alto d’Italia, con i suoi 931 metri sul livello del mare) rappresentano ovviamente mete imperdibili, ciascuno con le sue particolarità.

I luoghi da non perdere

Nella Sicily Divide ci si imbatte però anche in paesi più piccoli ma dal fascino infinito come Salemi , Agira o Sambuca di Sicilia , eletto Borgo dell’anno in Italia nel 2016. E tra i luoghi che rimarranno impressi nella memoria ci sono di sicuro le saline di Trapani, la Granfonte dalle 24 cannelle in bronzo costruita nel 1651 a Leonforte , il Teatro Andromeda creato dal pastore Lorenzo Reina nei pressi di Santo Stefano Quisquina scolpendo i 108 seggi di fronte al proscenio nella posizione delle stelle visibili della costellazione.

Memorie letterarie e ferite ancora aperte

Imperdibile anche il Palazzo Filangeri di Cutò di Santa Margherita di Belice, reso celebre ne Il Gattopardo e scampato al terremoto del 1968. Non ci si può non emozionare di fronte ai segni di quella sciagura, oggi ancora visibili e toccabili con mano nel paese fantasma di Poggioreale o nel celebre Grande Cretto realizzato da Alberto Burri, che giace sul fianco di una collina proprio dove si trovava l’abitato di Gibellina, oggi ricostruito a 20 chilometri di distanza e arricchito da opere di arte contemporanea.