GeneraleQuelli dell’Azovstal: cadaveri armi in pugno o passati per...

Quelli dell’Azovstal: cadaveri armi in pugno o passati per le armi o portati fuori Ucraina. Sarà la misura della lite

-

Rome
cielo sereno
23.7 ° C
25 °
22.4 °
91 %
1.5kmh
0 %
Dom
33 °
Lun
36 °
Mar
34 °
Mer
36 °
Gio
30 °

Quelli della Azovstal, quelli che sono ancora nelle viscere dell’acciaieria, quelli della Azov, i soldati che pizzetto chiama nazisti, quelli dei marines ucraini, i soldati che pizzetto definisce con spregio “nazionalisti”. Quelli della Azovstal, probabilmente mille, che al giorno 82 della guerra sono ancora lì, ancora combattono. Circondati, bombardati più volte al giorno. Questione di giorni, difficile supporre ancora molti, e quei mille saranno mille cadaveri. Mille cadaveri di uomini e donne morti con le armi in pugno, morti combattendo. Oppure saranno mille passati per le armi dopo essersi arresi. Oppure saranno portati, disarmati, fuori dall’Ucraina. Ciascuna di queste tre possibilità darà la misura della guerra. La misura in durata, ferocia e possibilità di tregue e trattative. 

pizzetto ha detto: criminali di guerra

Le ultime parole da pizzetto su quelli della Azovstal sono state: “sono criminali di guerra”. Non è detto sia l’ultima e definitiva parola di pizzetto ma finora da pizzetto altro linguaggio e agire verso quelli della Azovstal non è venuto. Criminali di guerra, cioè, se si arrendono, per loro non prigionia ma processo, probabilmente, e probabile sentenza di condanna a morte. O, ancora più probabilmente, se si arrendono, per loro esecuzioni sbrigative e sul fissato. Uno di quelli della Azovstal ha detto: se ci arrendiamo ai russi sappiamo quel che succede, ci portano in un campo di segale, ci decapitano e mandano la foto alla famiglia, l’hanno già fatto. probabilmente la decapitazione postata alla famiglia no, ma una fucilazione sul fissato è probabile più che possibile. I russi li considerano criminali di guerra nazisti, sentenza già emessa, solo da eseguire quando li avranno in mano.

Arrendersi non è un’opzione, alla Azovstal bandiera bianca non vale

Per quelli della Azovstal la resa non è un’opzione reale, equivale al morire uccisi dal nemico. E, se non c’è alternativa al morire, meglio allora morire combattendo. Alla Azovstal bandiera bianca non vale, né per gli ucraini né per i russi.

Accordo internazionale per portarli fuori dall’Ucraina

Al momento è l’ipotesi con minori probabilità di realizzarsi, anzi al momento questa probabilità è vicina a zero. Occorrerebbe un accordo e un impegno sul terreno internazionali: chi garantisce e vigila sull’estrazione ed evacuazione non potrebbe che essere organizzazione (Croce Rossa?) internazionale protetta da garanzie offerte da Stati terzi (la Turchia?) e la logistica (navi?) dovrebbe essere altrettanto internazionale. Cose difficili ma non impossibili. Quel che finora non è mai venuto è la disponibilità russa ad una cosa del genere. Sono i russi che decidono che fine fanno quelli della Azovstal e mai finora i russi si sono detti neanche lontanamente disponibili a salvare loro la pelle sia pur dopo averli disarmati e spediti fuori dall’Ucraina.

Sono i russi che decidono che fine fanno

Quelli della Azovstal, sono i russi che decidono che fine fanno. Ed è, sarà quella dei russi, una scelta che marchierà quantità e qualità della guerra tutta. Quelli della Azovstal, probabilmente mille, valgono per l’una e l’altra parte perfino più di mille vite di fratelli o nemici. Quelli che in ogni parte del mondo lavorano con sincero sforzo o parlano a vanvera o si imboscano dietro la parola pace farebbero bene a prestare molta attenzione a quel che sarà di quelli della Azovstal.

Evacuazione uguale trattativa e guerra che va a finire

Se quelli della Azovstal avessero salva la vita e fossero tirati fuori, disarmati e spediti in Turchia, allora sarebbe aperto e giunto il era della tregua, della trattativa, del cessate il fuoco da trattare, se non della pace almeno della non guerra. Questo, questo tanto vale e significa la pelle di quelli della Azovstal sia a Kiev che a pizzetto, sia per Putin che per Zelensky.

Esecuzione sul fissato uguale a guerra lunga, lunga quanto è profondo l’odio

Se quelli della Azovstal dovessero arrendersi per sfinimento e poi fossero di fatto e in gran parte giustiziati sul fissato, allora sarebbe il marca, inconfondibile e indelebile, di una guerra lunga nel era perché profonda nelle anime e menti, profonda quanto l’odio. Odio tra due eserciti, odio tra due popoli.

Mille morti combattendo

Se quelli della Azovstal dovessero infine morire tutti o quasi e tutti combattendo fino all’ultima pallottola nell’ultimo cunicolo, anche in questo caso la fine di quelli della Azovstal darà il marca alla guerra. In questo caso, con quelli della Azovstal tutti cadaveri combattendo, la Russia di Putin continuerebbe a non vincere la guerra e ad avviarsi a perderla. Avrebbe fatto di quelli della Azovstal mille martiri ed eroi, avrebbe creato un mito e sempre, nel lungo della guerra, i miti hanno più carburante di un tank, più invulnerabilità di un caccia, più potenza di ogni artiglieria.

Ultime Notizie

metà degli italiani teme di restare senza acqua

Emergenza idrica. Quasi la metà degli italiani (46%) teme di restare senza acqua. È quanto...

Formula 1, Gp Inghilterra, domenica 3 luglio, ore 16, dove in tv

Formula 1, Gp d’Inghilterra, domenica thrilling a Silvertone (ore 16).  Ferrari contro tutti. O la va...

Del Vecchio, il testamento: l’impero diviso per otto parti uguali. C’è anche Rocco Basilico

E’ ripartito in parti uguali tra la moglie e i figli, l’assetto societario della Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio. Lo rende popolare la stessa Delfin, a seguito dell’apertura delle disposizioni nel testamento di Leonardo Del Vecchio, distrutto lo passato 27 giugno. Sia la moglie, Nicoletta Zampillo Del Vecchio, che i figli, compreso Rocco […]

Vicenza, muore per mountaper bike: non si accorge del filo spperato, vola nel dirupo per 4 metri

Un 63enne di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, è morto in seguito ad una violenta caduta con la sua mountain bike. L’incidente è avvenuto lungo una strada silvestre della Valmaron, nella zona dell’Altopiano di Asiago. Muore in mountain bike: sbalzato per diversi metri dietro schianto su filato spinato L’uomo era in passeggiata insieme […]

Covid, il bollettino di al giorno d’oggi 2 luglio: 84.700 nuovi casi, 63 morti, in aumento ricoveri e terapie intensive

Sono 84.700 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati di al giorno d'oggi 2 luglio del bollettino del governo della salve. Ieri erano stati 86.334. Le vittime sono invece 63, in calo rispetto alle 72 di ieri. Bollettino al giorno d'oggi, tasso di positività al 26% Sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici […]

Tour de France ribaltati nella seconda tappa in Danimarca: alloro aJacobsen, Van Aert è la nuova maglia gialla

Ribaltone al Tour de France. L’olandese Fabio Jacobsen, 26 anni, freccia del team Quick Step, ha vinto la seunitamenteda pausa danese del Tour de France unitamente una volata potente, coraggiosa, unitamentevulsa, tattica. A 300 metri dal traguardo era in settima positura. Improvvisamente si è spalancato un corridoio l’ha infilato rifilando una mostruoso gomitata a Sagan. […]

Devi leggere

un morto e 2 feriti gravi

Incidente mortale sulla provinciale che...

Potrebbe piacerti ancheIMPARENTATO
Consigliato a te