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Più che Hamilton, in Bahrain vince l’Halo: il sistema di protezione salva Grosjean

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Ciò detto, la pericolosità di questo sport, dei circuiti e del comportamento dei singoli piloti restano capitoli sempre aperti.Lo show doveva andare avanti e per i piloti fermi ad aspettare non è stato facile attendere i lavori prima di ripartire. Dal lato psicologico, possono essere stati colpiti i più giovani e meno esperti. In momenti come quello, può cambiare molto nell’approccio alla competizione anche nella mente di chi ha vissuto qualcosa di simile in passato o ha visto danni più gravi a propri amici, come è stato per Jules. Non è facile insomma far scendere l’adrenalina della partenza e riattivarla “a comando” un’ora dopo.

Resta la consolazione che in passato gestire situazioni del genere era più difficile. Vedere un’auto andare a muro e incendiarsi con il pilota dentro, faceva subito pensare che le possibilità di sopravvivenza erano minime. Ora invece la cellula dell’auto protegge molto e ci sono commissari di pista con estintori ogni pochi metri. È tutto più sicuro e veloce nei soccorsi, anche se resta il margine per la sfortuna, per la combinazione di fattori “maledetti” che oggi non si è verificata del tutto.In questo gran premio il destino non è si accontentato di mandare in scena solo di vedere questo incidente.

Dopo un pomeriggio da brividi per la Formula 1, concluso in oltre 3 ore dal primo start, la paura per l’incolumità dei piloti è tornata in altre due occasioni. Dopo una lunghissima ora di attesa per il ripristino del guard rail danneggiato, al nuovo giro numero 1 c’è stato un impatto fra due auto, Kvyat e Stroll, che ha visto il canadese capottarsi in curva, facendo atterrare fortunatamente la vettura sul roll bar e sull’Halo, consentendo al pilota di sfilarsi verso il terreno autonomamente e senza grossi problemi o ritardi.

Inevitabile una seconda safety car e una ripartenza dopo una decina di minuti, non più interrotta o rallentata fino agli ultimissimi giri, quando la sfortuna ha colpito Perez. Era saldamente sul podio, sarebbe stato per lui il secondo di fila, tuttavia il motore della monoposto bianco rosa alla fine è esploso. Spontaneamente, sul dritto, ha iniziato a sparare lapilli e fumo: un’agonia di pochi secondi e la necessità di fermarmi al più presto. Dal colore, velocità e intensità, è presumibile si trattasse di componenti ibridi.

Cosa resta di questa folle giornata? Perché quel problema a Grosjean? Quel guard rail stava bene in quel posto, era davvero indispensabile o si è rivelato punitivo senza una significativa utilità?Se ne parlerà a lungo perché già domenica prossima si torna nello stesso posto: causa Covid-19, questa è infatti un’altra di quelle occasioni “duplicate” grazie alla disponibilità degli organizzatori di correre due volte sulla stessa pista per riempire il calendario. Così fra sette giorni, con la sola regola di cambiare nome, si fa il bis: ci sarà il Rolex Sakhir Grand Prix.

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