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oltre mille persone evacuate con i traghetti dall’isola di Evia

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Non si fermano gli incendi in Grecia: nella notte e nelle prime ore del mattino di sabato 7 agosto oltre mille persone sono state evacuate con traghetti dall‘isola greca di Evia, dopo che gli incendi che ancora divampano hanno reso impossibile gli spostamenti con altri mezzi.

“Qui è come un’apocalisse. Non so in che altro modo descrivere la situazione”, ha detto all’emittente statale Ert il capo della guardia costiera nella città di Aidipsos.

Il responsabile della protezione civile greca, Nikos Hardalias, ha detto che i vigili del fuoco hanno dovuto affrontare “condizioni eccezionalmente pericolose e senza precedenti” nel tentativo di spegnere 154 roghi ancora attivi ieri, 64 di questi che hanno continuato a bruciare nella notte in tutto il Paese.

Uno degli elementi che ha reso l’evolversi della situazione ancora più imprevedibile è stato il repentino cambiamento dei venti venerdì che hanno portato le fiamme alle porte di Atene e a Evia a cambiare più volte direzione, tornando in alcuni casi a minacciare aree che già nei giorni scorsi erano state lambite dagli incendi.

Incendi in Grecia: fiamme fuori controllo in Attica, la regione di Atene

L’Attica, la regione di Atene, ha vissuto un’altra notte drammatica a causa degli incendi che nonostante l’opera incessante di vigili del fuoco, aerei antincendio e volontari, con forze e mezzi giunti anche dall’estero, divampano senza controllo sui monti Parnitha, a Agios Stefanos e Malakasa, a nord della capitale.

Una situazione che potrebbe peggiorare a causa dei venti che oggi soffiano forti sulla zona. Secondo il sito in.gr, la situazione è particolarmente critica a Thrakomakedones e Varybombi, sui Parnitha, dove sono già bruciate diverse case e i roghi continuano ad avanzare.

Polizia e vigili del fuoco stanno tentando di evacuare i residenti che si rifiutano di abbandonare le loro proprietà.

Tra i centri di Ippokratio Politia e Malakasa – lungo l’autostrada Atene-Lamia – sta bruciando una vasta area ricoperta da pinete, e il fuoco punta verso il villaggio di Oropos.

Venerdì a Malakasa è stato evacuato un centro di accoglienza per migranti: circa 2.000 persone sono state trasferite altrove.

Altri incendi sul fronte di Agios Stefanos hanno distrutto case nei piccoli centri di Pefkofyto e Pontia, mentre si muovono attorno al lago di Maratona.

E le fiamme continuano a bruciare da giorni ettari di vegetazione sull’isola di Evia, presso l’Antica Olimpia, nella penisola di Mani e a Melpeia, nella regione di Messinia, entrambe nel Peloponneso.  

Il premier Mitsotakis: “Massimo sforzo contro gli incendi”

Mentre incendi in varie parti della Grecia continuano a divampare e sui monti Parnitha si combatte con roghi che si riaccendono e la crescente forza del vento, il premier ellenico Kyriakos Mitsotakis si è recato sabato mattina al Centro di coordinamento delle operazioni congiunte dei Vigili del fuoco a Chalandri, quartiere a nord di Atene.

Per Mitsotakis “la situazione è un po’ migliore di venerdì. Dobbiamo continuare con grande intensità lo sforzo per limitare tutti gli incendi e per scongiurare i rischi di riaccensione. La priorità di questi ultimi giorni è stata prima di tutto la protezione della vita umana e, nella misura in cui è possibile, proteggere le proprietà, soprattutto evitare che il fuoco raggiunga i centri abitati, dove i danni sarebbero enormi. E ovviamente la protezione delle infrastrutture critiche, in primis quelle elettriche. E’ stato uno sforzo enorme”.

Il primo ministro ha ribadito che tutte le aree bruciate verranno rimboscate e che le persone colpite avranno l’assistenza dello Stato.

Per il Nikos Vassiliou, responsabile delle operazioni sui monti di Parnitha citato da Skai tv, attualmente in zona ci sono due fronti di fuoco, uno nei pressi di Kryoneri, e l’altro a Malakasa, dove c’è stata una ripresa dei roghi. La sfida principale, ha aggiunto, è contenere le fiamme prima che riprendano forza i venti.

Intanto l’uomo arrestato venerdì con l’accusa di aver causato intenzionalmente uno degli incendi in Attica, la regione di Atene, è comparso davanti al magistrato, che lo ha formalmente incriminato.  

 

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