Generale''Non ci aspettiamo una diffusione epidemica. Vaccini facilmente reperibili''

”Non ci aspettiamo una diffusione epidemica. Vaccini facilmente reperibili”

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“Non credo si renderà necessario procedere ad una una vaccinazione estesa contro il vaiolo delle scimmie in Italia, dal momento che la malattia tende ad autolimitarsi e non ci aspettiamo una diffusione epidemica. Se però dovessero crearsi condizioni diverse e la vaccinazione fosse richiesta, reperire il vaccino antivaioloso sul mercato non sarebbe difficile e non rappresenterebbe un problema”.

Queste le parole all’agenzia Ansa di Massimo Andreoni, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive di Roma Tor Vergata e direttore scientifico della Società Italiana di Malattie Infettive e tropicali (Simit).

Le parole di Massimo Andreoni

“Conservare eventuali scorte di vaccino antivaioloso, che non è più in uso nel nostro Paese dal 1981, dopo l’eradicazione del vaiolo – spiega l’infettivologo – non è necessario e sarebbe antieconomico, dal momento che i vaccini hanno una scadenza e farne scorta per malattie eradicate non avrebbe una utilità ma rappresenterebbe una spesa. Il vaccino è comunque prodotto ed è sul mercato, e viene ancora utilizzato nei vari paesi in circostanze o per categorie specifiche in alcuni casi. Quindi, se necessario, è reperibile”.

Ad ogni modo, sottolinea Andreoni, “va chiarito che in Italia non siamo di fronte ad una situazione in cui si richiede una vaccinazione estesa”. In questo momento l’indicazione eventuale alla vaccinazione antivaiolosa, che conferisce una copertura anche rispetto al vaiolo delle scimmie, precisa, “è solo per i contatti stretti dei pazienti con manifestazioni cliniche di questa patologia, come affermato dal Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie Ecdc”. Il Regno Unito ha ad esempio deciso di procedere in questa direzione e sta offrendo la vaccinazione antivaiolosa ai contatti stretti più a rischio.

Al momento però, ha aggiunto, “non ci aspettiamo una grande epidemia nel Paese, anche se i casi dovessero aumentare, e non c’è indicazione a fare scorta di vaccino”.

Inoltre, questa malattia “in genere si è sempre ‘autolimitata’ e anche in Africa si è arrivati a non più di qualche centinaia di casi”.

Ad ogni modo, “le dosi di vaccino sono appunto facilmente reperibili sul mercato, così come l’Istituto per le malattie infettive Spallanzani – conclude Andreoni – si è già premunito di avere a disposizione il farmaco antivirale che in vitro si è dimostrato efficace contro il vaiolo delle scimmie”.

Cos’è il vaiolo delle scimmie

Il vaiolo delle scimmie è una malattia infettiva causata dal virus MPXV (Monkeypox virus). E’ una malattia diversa dal vaiolo, che era più pericoloso e che è stato dichiarato eradicato alla fine degli anni ’70 dopo una massiccia campagna di vaccinazione.

Il vaiolo delle scimmie si diffonde soprattutto tra i primati non umani. Il salto di specie può capitare con un contagio attraverso la saliva e altri fluidi, oppure in seguito a un contatto diretto.

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