l’ipotesi del governo per evitare licenziamenti per motivi economici

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Estensione Cig Covid fino a fine anno: l'ipotesi del governo per evitare licenziamenti per motivi economici

Estensione cig Covid, rifinanziata per altre 13 settimane, fino a fine anno: è quanto prevede il decreto che domani, venerdì 15 ottobre, andrà in Consiglio dei ministri. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi tra i sindacati e il presidente del Consiglio, Mario Draghi. 

Estensione cig Covid fino a fine anno: l’ipotesi del governo

“Un incontro breve ma positivo. Il governo assicura un forte intervento già nelle prossime ore” per la sicurezza sul lavoro. “Altre misure saranno assunte con provvedimenti successivi”, ha aggiunto il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra

Oltre al rifinanziamento della cig Covid fino a fine anno, nel decreto fiscale “si rifinanziano l’indennità di malattia per le persone in quarantena. Un primo giudizio positivo sul complesso di questi interventi”.  

Estensione cig Covid, Orlando: “Altrimenti rischio licenziamenti per motivi economici”

Con 13 settimane si supererebbe anche fine anno, dando il tempo di arrivare alla riforma degli ammortizzatori sociali, che sarà varata nella manovra.

Per il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, si tratta di un intervento urgente perché “in assenza di una proroga degli ammortizzatori emergenziali”, c’è “un’alta probabilità” che in settori come quello delle mense possano scattare licenziamenti “per motivi economici”.

Pagamento delle cartelle esattoriali

Nel decreto fiscale confluiranno molti dei temi più attesi e dibattuti in questa delicata fase di uscita dalla crisi economica legata alla pandemia, che va gestita senza provocare traumi ai settori ancora in difficoltà, dalla rottamazione delle cartelle al prolungamento della cassa integrazione Covid per le Pmi.

E’ il sottosegretario al Mef, Federico Freni, a rivelare il lavoro che il governo sta facendo sul fronte cartelle: “un pacchetto di norme” che disciplinerà i termini di pagamento delle cartelle notificate dopo il 30 settembre, la loro rimodulazione, le rate della rottamazione ter e del saldo stralcio e “ovviamente anche l’estensione del numero di rate il cui mancato pagamento determina la decadenza”.

Un provvedimento che va incontro alla richiesta del Parlamento di concedere fino a 150 giorni per pagare le cartelle notificate dal 1° settembre e di rimettere nei termini chi è decaduto dalle rate della rottamazione, anche se non è detto che si arrivi ai 5 mesi richiesti.