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Guerra in Ucraina, trentamila soldati russi uccisi dall’inizio del conflitto

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Sono circa 30.000 i soldati russi uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev.

Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che dopo 94 giorni di conflitto si registrano anche 207 caccia, 174 elicotteri e 503 droni abbattuti.

Guerra in Ucraina, tutti i mezzi armati russi distrutti dall’inizio del conflitto

Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.330 carri armati russi, 628 pezzi di artiglieria, 3.258 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 116 missili da crociera, 203 lanciamissili, 13 navi, 2.226 tra veicoli e autocisterne per il trasporto del carburante e 93 unità di difesa antiaerea.

La regione ucraina di Kherson, interamente occupata dalle forze russe, ha chiuso ogni accesso al resto del territorio dell’Ucraina: lo fa sapere il vice capo dell’autoproclamata amministrazione russa della regione, Kirill Stremousov.

“Il confine è stato ora chiuso per ragioni di sicurezza”, dice Stremousov sull’agenzia russa Ria-Novosti, citata dalla Cnn. “Sconsigliamo qualunque viaggio verso l’Ucraina, qualunque sia la motivazione”.

Guerra in Ucraina, le zone dove i russi sono stati costretti alla resa

L’esercito russo ha subito perdite significative ed è stato costretto a ritirarsi nell’area di Severdonetsk, Toshkivka e Oskolonivka, nella regione ucraina del Lugansk (est): lo afferma su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale ucraina, Serhii Gaidai, secondo quanto riporta l’agenzia Ukrinform.

Gaidai ha sottolineato che i russi sono stati costretti a indietreggiare nelle loro posizioni precedenti e un altro ponte tra Severdonetsk e Lysychansk è stato danneggiato.

“Tuttavia, (i russi) non abbandonano i tentativi di andare nelle retrovie delle nostre truppe e interrompere i rifornimenti logistici nella regione di Lugansk”, ha proseguito Gaidai. “Il nemico ha bombardato più volte Severdonetsk, ci sono stati almeno tre pesanti bombardamenti e in alcuni luoghi sono scoppiati combattimenti di strada. Di conseguenza, 14 condomini sono stati danneggiati. Anche il vicino villaggio di Synetskyi… è stato gravemente bombardato”.

Guerra in Ucraina, le dichiarazioni del leader della Cecenia

Il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha affermato ieri sera che un gruppo di combattenti ceceni ha preso il pieno controllo della linea di contatto con “i nazionalisti ucraini” a Severodonetsk, bloccando le uscite dalla città. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

Una ‘linea di contatto’ è la demarcazione tra due o più eserciti, siano essi alleati o belligeranti. “Un gruppo di volontari russi della Repubblica di Cecena ha preso il controllo completo dell’intera linea di contatto con i banditi: i primi quartieri della città ben fortificata sono già stati sgomberati dalle unità nemiche”, ha detto Kadyrov su Telegram.

“L’edificio dell’hotel, che era stato preparato per una lunga difesa dai banditi, è passato sotto il controllo dei nostri combattenti: la marmaglia dei Banderites è stata completamente bloccata in città, dal momento che tutte le vie di ritirata sono passate sotto il controllo delle truppe russe”, ha affermato il leader ceceno citando il termine con cui si definivano i membri dell’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (Oun) fondata nel 1929.

Guerra in Ucraina, la Russia vuole conquistare le regioni ucraine di Donetsk e Lugansk nel Donbass 

La conquista delle regioni ucraine di Donetsk e Lugansk nel Donbass (est) molto probabilmente verrebbe vista dal Cremlino come un notevole risultato politico, da presentare al popolo russo come una giustificazione dell’invasione: lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese.

La prossima fase dell’offensiva russa nel Donbass potrebbe prevedere l’avanzata verso le città di Sloviansk e Kramatorsk, nel Donetsk, attualmente controllate da Kiev, riporta inoltre il ministero della Difesa su Twitter. Tuttavia, l’esercito ucraino continua a difendere la regione in modo ben organizzato e continua a infliggere un elevato numero di vittime alla Russia.

Per questo, non è detto che Mosca riesca a ottenere il pieno controllo del Donbass e ad annetterlo alla Russia attraverso il referendum promesso questa settimana dal leader dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin.

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