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Giro d’Italia: finale col batticuore, nella crono di Piazza Duomo Hart e Hindley con lo stesso tempo

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Si potrà dire tante cose di questo Giro d’Italia flagellato dal peggio del peggio: dal precoce maltempo, dagli infortuni e dai ritiri, dalla continua minaccia del covid e perfino dal maldestro ammutinamento dei corridori nella dimezzata e fin troppo discussa tappa di Asti. Un Giro sempre appeso al filo della malasorte e di agguati di ogni tipo. Di qualcosa che pedala contro a prescindere.
Poi, però, quando tutto sembra perso, ecco il guizzo che non t’aspetti con una giornata, questa del Sestriere, clamorosamente scintillante, entusiasmante e spettacolare. Che regala uno splendido finale con due ragazzi di 24 e 25 anni, l’australiano Jay Hindley e il britannico Teo Hart, che se la giocano senza risparmiarsi nell’ultima salita verso il traguardo.

Un duello spettacolare

Sembra di rivedere il vecchio giovane Pantani quando per liberarsi di un avversario scattava quattro cinque volte di seguito. Il cappellino che vola. Una emozione dietro l’altra. E vai. Solo che al posto del vecchio Pirata gli attacchi li muove il giovane Hindley. E li sferra perchè sa bene che l’altro, Teo Hart, è molto più veloce e allo sprint lo batterà. E così si va fino al traguardo, sotto finalmente un bel sole caldo che illumina le torri bianche del Sestriere. Vince Teo, naturalmente. Ma la maglia rosa, per un gioco di abbuoni troppo complicato da spiegare, va a Jay Hindley, il ragazzo australiano ciclisticamente cresciuto in terra d’ Abruzzo, che è una consolazione anche questa visto che di soddisfazioni, Ganna a parte, non ne abbiamo avute tante. E non è finita qui. La vera sorpresa è un’altra: i due giovani rivali partiranno con lo stesso identico tempo nella cronometro di Milano (15,7 km) che chiude questa domenica 25 ottobre in piazza Duomo il Giro d’Italia.

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Due ragazzi con lo stesso tempo

Già questa è una notizia: dopo 20 tappe e quasi 3500 chilometri, per sapere a chi andrà la maglia rosa bisognerà aspettare l’ultimo giorno, l’ultima ora, l’ultima minuto e l’ultimo secondo di questi ultimi 15,7 chilometri che da Cernusco, piatti come un foglio di giornale, arrivano fino al Duomo. Non è mai successo prima che due rivali per la rosa partano con lo stesso tempo nell’ultima cronometro. Anche gli statistici, i sapienti che ricordano i 12 secondi di Merckx su Baronchelli al Giro del 1974 o gli 8 secondi di Lemond su Fignon al Tour del 1989, devono arrendersi: ebbene sì, è la prima volta. Due ragazzi, che mai avrebbero osato sperare di vincere qualcosa, se la giocheranno all’ultimo secondo. Per la cronaca, il favorito è Teo, l’inglese della Ineos. Più passista, più cronoman dell’australiano. Ma Hindley parte con la maglia rosa. E la maglia rosa, dicono i vecchi suivers, a volte ti fa volare.

Fuga a tre

Una tappa spettacolare, dicevamo. Che fa subito dimenticare il fattaccio brutto di Morbegno. Questa volta, anche se ci si arrampica tre volte sul Sestiere, c’è meno freddo. Con qualche benvenuto raggio di sole. Un sole che però non riscalda l’olandese Kelderman, ancora in maglia rosa, ma per poco. Nella seconda scalata del Sestriere, il gruppo dei big viene frantumato dall’australiano Dennis, anche lui della Ineos, come Teo Hart. Grande passista e forte a cronometro, Rohan Dennis sgretola con il suo passo il gruppone dei favoriti. Alla sua ruota restano solo Hart e Hindley che l’australiano porta a spasso come un trenino di montagna. Ma gli altri vagoncini, in particolare quello di Kerlderman, e degli altri vecchi big come Nibali, si staccano. Non ce la fanno a seguire quella marcia così incalzante. E così si va all’ultima rampa della giostra del Sestriere. I due ragazzi se la vedono allo sprint spartendosi alla fine il bottino: a Teo la tappa, a Hindley la maglia rosa. Dennis si prende la gloria e il terzo posto di tappa.

L’olandese Kelderman, ormai ex maglia rosa, arriva dopo un minuto e 35”. Troppi. Ora è terzo in classifica a un minuto e 32” dai ragazzi. L’olandese, pur buon cronoman, può solo sperare di conservare un posto sul podio. Quindici chilometri sono troppo pochi per rovesciare a suo favore il risultato. L’unica consolazione che la Sunweb, la sua squadra, resta in rosa con Hindley. Ma dubitiamo che l’olandese sia molto contento di questo primato. Sorprende, positivamente, il portoghese Almeida, protagonista in rosa per quindici giorni. Almeida, nell’ultima salita, stacca i vecchi campioni e riesce a ritagliarsi un quarto posto con circa un minuto di ritardo. Un ottimo risultato che in classifica generale lo porta al quinto posto dietro allo spagnolo Bilbao, anche lui sempre tra i migliori. Una menzione particolare va alla Ineos, il super team britannico che a Palermo aveva perso per infortunio Germain Thomas che, lo ricordiamo, era alla vigilia tra i candidati alla maglia rosa. Con il successo di Teo Hart, la formazione inglese centra la sesta vittoria al Giro, tre delle quali, lo ricordiamo, grazie a Filippo Ganna, che nella crono di Milano può fare anche il poker. Incrociamo le dita. E vediamo come va a finire.

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