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Ezio Bosso chi era, dove e quando è nato, malattia, moglie, Anna Maria l’immortale, biografia e carriera

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Ezio Bosso chi era, dove e quando è nato, malattia, moglie, Anna Maria l’immortale, biografia e carriera. Questa sera 19 maggio è in onda il docufilm Ezio Bosso – Le cose che restano, dedicato alla vita privata e artistica del compositore e pianista Ezio Bosso. Il docufilm è in onda su Rai3 dalle 21:20

Dove e quando è nato, quando è morto, biografia di Ezio Bosso

Ezio Bosso è nato a Torino il 13 settembre del 1971. E’ morto a Bologna il 14 maggio del 2020. Quando è morto non aveva ancora compiuto 49 anni. Ha vissuto, durante l’infanzia e l’adolescenza, a Torino, in Borgo San Donato, in una casa in via Principessa Clotilde. Diceva spesso che la sua famiglia era “la sola piemontese di tutto il caseggiato”. Si avvicina alla musica all’età di quattro anni, grazie ad una prozia pianista e al fratello musicista.

Ha raccontanto di aver avuto in conservatorio un docente che gridava e talvolta alzava le mani. Un giorno, durante uno di questi maltrattamenti, entrò un uomo che chiese a Bosso di ripetere l’esercizio, si rivolse al docente e gli disse: “A me sembra molto bravo. Perché grida?”. L’uomo era John Cage. A 16 anni fa il suo esordio come solista in Francia e inizia a girare per le orchestre europee.

Moglie, Anna Maria l’immortale, vita privata di Ezio Bosso

Bosso non è mai stato sposato. Tuttavia ha avuto un grande amore. Anna Maria, detta “l’intoccabile“, è stata al suo fianco per 14 anni. E’ stato proprio lui a raccontare quanto sia stata male lei, dopo aver saputo della malattia. “Ci siamo lasciati proprio per mantenere l’amore. Ma anche al suo dolore ho resistito: ho interrotto pochissimi libri nella mia vita, mi piace vedere come vanno a finire le storie. Voglio vedere anche come va a finire la mia”. Una parte importante nella vita di Ezio l’ha avuta suo fratello maggiore, Fabio Bosso. Proprio il figlio di quest’ultimo, Tommaso Bosso, è diventato il curatore dell’attività artistica dello zio.

Ezio Bosso e la malattia

Nel 2011 il compositore subì un intervento per l’asportazione di una neoplasia cerebrale e fu anche colpito da una sindrome autoimmune neuropatica. Le patologie inizialmente non gli impedirono di continuare a suonare, comporre e dirigere. Successivamente, il peggioramento della malattia neurodegenerativa, verificatasi in quello stesso anno ed all’inizio erroneamente indicata dai media come SLA, lo costrinse nel settembre 2019 alla cessazione dell’attività di pianista, avendo compromesso l’uso delle mani.

Dalla primavera del 2017, Bosso è stato testimone e ambasciatore internazionale dell’”Associazione Mozart 14″, eredità ufficiale dei principi sociali ed educativi del Maestro Claudio Abbado, portati avanti dalla figlia Alessandra Abbado. Il compositore è morto il 14 maggio 2020, nella sua casa di Bologna, a causa dell’aggravarsi della malattia neurodegenerativa da cui era affetto dal 2011.

La carriera di Ezio Bosso

La sua musica è stata commissionata o utilizzata da importanti istituzioni operistiche: Wiener Staatsoper, Royal Opera House, New York City Ballet, Théâtre du Châtelet, San Francisco Ballet, Teatro Bolshoij di Mosca; da coreografi come Christopher Wheeldon, Edwaard Lliang o Rafael Bonchela; nel teatro da registi come James Thierrée. Bosso ha scritto anche musica da film, lavorando con Gabriele Salvatores per cui compose le colonne sonore di Io non ho paura, Quo vadis, baby? e del più recente Il ragazzo invisibile.

Nel 2013 avvia un’intensa collaborazione con il violoncellista Mario Brunello, risultante in un duo pianoforte-violoncello e in una profonda amicizia. L’anno successivo avvia la sua collaborazione alla testa della London Symphony Orchestra, con Sergej Krylov al violino solista, musicista con il quale nasce un intenso sodalizio. The 12th Room, il suo primo disco da solista, è uscito il 30 ottobre 2015 per EGEA Music. 

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