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Esordio noioso per la Formula 1 in Qatar: sorprende solo il ritorno di Alonso sul podio dopo 7 anni

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Purtroppo, non memorabile perché priva del duello fra i due. Un match solo rinviato alle ultime due gare stagionali. Una sfida rinviata ma anche senza dubbio inasprita: ora nella classifica mondiale sono solo 8 i punti di distacco. Un margine così corto alla fine non si ricorda da molti, molti anni: l’ultima volta era Vettel che se l’è giocata con Hamilton così vicino. Ma in questa annata, imprevisti a parte, sembra destinata letteralmente a restare accesa fino agli ultimissimi chilometri del gran finale ad Abu Dhabi.

Un terzo che vale una stagione

Chi l’avrebbe detto di vedere un Alonso così veloce oggi? Certo, aveva già fatto un bell’exploit ieri. Era nell’aria che potesse fare pure una bella performance in gara. Grazie all’autogol di Bottas (come Verstappen, anche lui una piccola retrocessione per bandiera gialla non rispettata sabato, poi il ritiro, per danni probabilmente avuti in occasione della foratura precedente) gli è stato ancora più facile dare la zampata finale e restare al terzo posto. Anche un quarto sarebbe stato bello, ma un terzo significa podio.

Un podio a 40 anni compiuti la scorsa estate, dopo 7 anni e 109 gran premi dall’ultimo, è davvero tanta roba. È davvero una dimostrazione di capacità, di fegato, di piede, di lucidità, di coraggio. Alonso è sempre un campione completo, un vero racer in tante condizioni: ha dimostrato di saper vincere in Formula 1 e anche nella Le Mans nel 2018 e 2019 oltre che a Daytona, nel 2019.

Prove schiaccianti che lo consacrano come uno dei pochi piloti di tutti i tempi in grado di interpretare e dominare, oltre alla Formula 1, anche nella disciplina dell’endurance. La Alpine che guida indubbiamente si è distinta per meno usura gomme di altre e, in generale, la gestione della gara è andata oltre alle aspettative. Una vera goia vederlo così, anche solo richiamando un ricordo non troppo vecchio: a sole poche settimane dalla gara di inizio stagione, causa un incidente in bici a Lugano, per qualche giorno si è temuto sulla sua piena ripresa fisica.

Ferrari a pieni giri, non deve mollare

Non si può dire una giornata perfetta. Binotto ufficialmente non potrà mai mostrarsi appagato, perché la Ferrari non “dovrebbe” essere lì, dietro Alpine ed Aston. Però bisogna essere obiettivi e accontentarsi, anche quest’anno, sperando che con la rivoluzione regolamentare del 2022 non si debba più inseguire.

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