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Dalla Gottifredi Maffioli cavi e cime di “acqua”, ma resistenti come l’acciaio

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Cavi con densità inferiore all’acqua ma resistenti come l’acciaio. Se Luna Rossa riesce a raggiungere i 100 chilometri orari nella sfida contro Team New Zealand, è dovuto al peso superleggero dell’imbarcazione grazie anche a cavi e cime in Dyneema. Prodotte dalla novarese Gottifredi Maffioli, l’azienda ha registrato nel 2020 un fatturato di circa 5.700.000 euro (-13% rispetto al 2019) ed è in prima linea nella produzione di cavi e cime in polietilene a modulo ultra alto, cioè una fibra estremamente leggera tanto che riesce a galleggiare. A volte, i cavi in Dyneema vengono utilizzati nelle gru o per trasportare pesi con gli elicotteri. Dalle cime in fibra naturale, al Kevlar, dal Pbo al Dyneema, ecco un altro bell’esempio del Made in Italy che naviga nelle acque di Auckland per l’America’s Cup.

Nel 1926 erano cordine e nastri in fibre naturali

L’azienda venne fondata nel 1926 da Maria Gottifredi e poco dopo il marito, Ettore Luigi Maffioli, si unì nella gestione della società che prese così il nome Gottifredi Maffioli. L’azienda, adesso nota come punto di riferimento nel mercato nautico, nacque come supporto all’industria tessile per la produzione di cordine e nastri in fibre naturali.
Nel 1954, infatti, l’azienda novarese sviluppò le prime corde da montagna sintetiche mai realizzate, contribuendo così in modo determinante al successo della spedizione italiana che conquistò per la prima volta nella storia la cima del K2. Da allora la sagoma della mitica montagna della catena dell’Himalaya è divenuta simbolo dell’azienda.

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Negli anni 80 l’ingresso nel mondo della nautica

All’inizio degli anni 80 la società colse un’altra grande opportunità. Grazie alle prime pionieristiche esperienze effettuate con il Kevlar (fibra che grazie alle sue caratteristiche di resistenza viene utilizzato anche come tessuto di rinforzo per la costruzione di giubbotti antiproiettile) Gottifredi Maffioli venne incaricata da Azzurra, la prima imbarcazione italiana a partecipare alla Coppa America, di realizzare le innovative cime da regata. Era l’ingresso nel mondo della nautica, l’attuale mercato di riferimento dell’azienda novarese, che continua ai giorni nostri e che ha permesso all’azienda di diventare un leader di mercato nel mondo della competizione velica. Moro di Venezia, Luna Rossa, Alinghi e Oracle sono soltanto alcune delle imbarcazioni di grande successo fornite da Gottifredi Maffioli nella storia della Coppa America. Non solo. L’azienda fornisce le cime a molte imbarcazioni impegnate in tutte le più prestigiose competizioni a vela come la Vendéé Globe, al trimarano Maserati di Giovanni Soldini che sarà impegnato in numerosi eventi durante la prossima stagione e fornirà numerosi equipaggi qualificati per le prossimi Olimpiadi di Tokyo così come sta preparando la presenza alla prossima Ocean Race.

Il rapporto lungo 20 anni con Luna Rossa

La collaborazione tra Gottifredi Maffioli e il team di Luna Rossa è iniziata durante l’America’s Cup del 2000, la prima in cui Luna Rossa ha partecipato.Da allora l’azienda novarese fornisce cime e cavi al team italiano, sviluppando insieme ai tecnici soluzioni sempre più innovative e ad alta tecnologia, alcune delle quali sono poi diventati prodotti di grande successo, come quando nella campagna del 2000 svilupparono le cime con calza in Pbo (Polybenzoxazole, fibra particolarmente resistente ad abrasione, calore e con allungamenti estremamente ridotti) , la cui straordinaria resistenza all’usura rappresenta ancora oggi un assoluto punto di riferimento per il mercato.
L’evoluzione dell’imbarcazione ha poi portato alla sostanziale modifica dei prodotti forniti, che adesso comprende un range di cime (oggi appunto in Dyneema) con diametro da 0,5 a 13 millimetri, con il focus che si è spostato molto sulla riduzione massima degli allungamenti per una regolazione più precisa possibile delle manovre e sulla realizzazione di tiranti realizzati su misura per creare degli elementi flessibili di connessione tra gli attuatori idraulici e i punti di carico sulle vele e gli elementi mobili della barca.

I numeri dell’azienda

Ancora oggi in mano alla famiglia Maffioli, l’azienda novarese impiega 56 persone e nel 2020 ha registrato un fatturato di circa 5.700.000 euro, in calo del 13% rispetto al 2019. Questo calo, ovviamente, è dovuto alla pandemia e al conseguente lockdown ma le vendite in alcuni settori specifici, come per esempio i super yacht, sono cresciute in modo sorprendente, andando a mitigare le perdite complessive.
Per il futuro le previsioni sembrano positive. Gli ordini acquisiti sono numerosi in tutti i settori sia nautico sia industriali, tanto che l’azienda assumerà a breve altro personale. «Abbiamo deciso di investire – spiega Rossella Maffioli, direttore finanziario – su nuovi settori industriali ad alta tecnologia, come il lifting e la produzione di energia da fonti sostenibili: crediamo che al termine di questo momento di crisi ci saranno opportunità per crescere e sviluppare nuove opportunità di business».

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