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Chiara De Nipoti di Oro Caffè, indiscussa “Regina” azienda modello col marito e le due figlie

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Donne d’impresa: Chiara De Nipoti di Oro Caffè. Siamo nel 1987 e nasce insieme all’azienda Oro Caffè anche la sua prima figlia Elisa. È Chiara De Nipoti, oggi indiscussa “Regina del caffè”. Ha fatto della sua azienda una famiglia, insieme col marito Stefano Toppano e le due figlie.

La tradizione italiana del caffè espresso si fa onore con la sua azienda che oggi insieme alle figlie Ketty ed Elisa presenta un modello di passaggio generazionale, tutto al femminile e senza sorprese. 

A Tavagnacco (Udine), sono  una delle più importanti famiglie modello di esperienza, disponibilità e gentilezza.

Con circa 50 dipendenti, 10 agenti ed una catena di caffetterie denominati Adoro caffè disseminati nel territorio, Oro Caffè non si è fermata in Italia.

Il 50% del fatturato è rappresentato dagli oltre 40 Paesi dove è presente.

C’è una filiale a Toronto, in Canada e un’altra in Germania.

Un obiettivo è una terza filiale in Croazia che con i Paesi balcanici e l’Arabia saudita sono un mercato fondamentale per Oro Caffè. È luogo comune pensare che lavorare a fianco del marito o della moglie non sia sempre cosa facile, ma per Chiara De Nipoti questo non è mai stato un problema. Il marito Stefano Toppano, infatti, ha un ruolo ben consolidato di commerciale estero e si occupa di progetti innovativi, fornendo da sempre nuove ed importanti idee, che sono poi sviluppate e portate avanti da Chiara e, oggi, anche dalle figlie. Una perfetta organizzazione in famiglia, senza se e senza ma dove l’unione e la passione per il lavoro superano ogni difficoltà.

Le abbiamo chiesto:

Tempi difficili di pandemia, crisi economica e per le donne. Come avete potuto vincere contro il Covid?

Nel periodo del Covid io, la mia famiglia insieme a una parte dei nostri collaboratori, non abbiamo mancato un giorno al lavoro. Dato che non si era in stress di tempo abbiamo potuto fare tanti lavori che normalmente avrebbero richiesto sacrificio di ore straordinarie.

Come rinnovare la sala campionaria. Rinnovare tutti le pubblicazioni pubblicitarie alle pareti. Creare nuovi packaging per nuovi prodotti. Assaggiare nuovi tipi di caffè per poi proporli alla clientela. Fare nuovi pianificazioni per l’ingresso nella grande distribuzione. Progettare nuove macchine e nuove sostituzioni di macchinari. Insomma una fucina di idee e di lavoro!

Inoltre abbiamo potenziato le nostre vendite on line. Poi, per fortuna, in tanti paesi esteri non c’erano le ristrettezze da lockdown  e quindi abbiamo potuto continuare a vendere normalmente il caffè anche se da noi i bar erano un po’ tutti chiusi.

Regina del caffè ma anche perfetta nell’accogliere i clienti e gli ospiti con stile e gentilezza … praticamente un impegno no-stop.

Una vita per il lavoro. O è il lavoro la Vostra vita?

Mi fa molto piacere salutare tutti i nostri clienti sia Italiani che Esteri, quando vengono a trovarci in azienda. Purtroppo devo delegare ai collaboratori commerciali queste importanti mansioni. E concentrarmi di più su quella che è la parte gestionale dell’azienda e di controllo qualità. Infatti io assaggio e decido quale caffè merita di essere prodotto. Certo per me, ma vedo anche per le mie figlie, tutto questo è molto appassionante. E direi che per noi il lavoro è la nostra vita, senza eccessi però, Perché con consapevolezza riusciamo a ritagliarci anche gli spazi per lo svago.

Con le figlie ai vertici dell’azienda siete un modello d’eccellenza nel vostro settore. Quale la vostra sfida futura e se c‘è qualche sogno nel cassetto?

La nostra sfida futura è quella di mantenere la nostra azienda a gestione familiare, senza intromissioni di fondi. E di conseguenza mantenere all’interno di essa quel rapporto sereno con i nostri collaboratori che è stata ed è la nostra forza. Vorremmo inoltre aumentare i nostri punti vendita Adoro Caffè in Italia e all’estero e le vendite nella GDO per rendere il nostro marchio ancora più visibile.

Essere “green” non è solo una moda ma sta diventando una vera esigenza. Come state affrontando in azienda questo nuovo modus vivendi?

Diciamo che sono già alcuni anni che da noi si parla di eco sostenibilità. Personalmente guido una Tesla da cinque anni. Abbiamo in azienda due colonnine di ricarica per auto elettriche da 5 anni. Dove tutte le persone possono ricaricare la loro auto gratuitamente. Nel 2016 abbiamo organizzato la prima edizione della manifestazione “GREEN STYLE DAYS”. Dove si discuteva di pannelli fotovoltaici, case ecosostenibili, auto e bici elettriche, materiali ecosostenibili ecc.

Per quanto riguarda l’azienda, oltre ad acquistare ed a proporre alla nostra clientela caffè ecosostenibile e biologico, utilizziamo, nel limite del possibile, imballaggi ecosostenibili. Tostiamo il nostro caffè con una tostatrice di nuova e modernissima tecnologia, Che ha immissioni in atmosfera molto al di sotto di quelle previste per legge. Abbiamo da 12 anni un impianto fotovoltaico che copre quasi interamente il consumo di energia della nostra azienda. Posso affermare che noi “siamo green” da parecchi anni e ritengo non per moda ma per convinzione.

Qualche idea per poter aiutare le donne afghane che meriterebbero la nostra solidarietà concreta e non solo a parole? E’ penoso assistere a questa tragedia e nessuno dovrebbe restare fermo a guardare.

Approvo vivamente la dichiarazione della nostra presidente nazionale – Antonella Giachetti – che ha rivolto alla Ministra del governo per le Pari Opportunità, rendendo la nostra associazione disponibile a formare e ad inserire nel mondo del lavoro ragazze e donne afgane che arriveranno in Italia attraverso i corridoi umanitari. Ogni associazione femminile in questo momento potrebbe mettersi in prima linea, al fianco di donne oggi in difficoltà con un futuro così compromesso.

 

 

 

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