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chi invade cade, purtroppo questa volta tra gli sconfitti ci siamo anche noi

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Afghanistan tomba di imperi. Chi l’invade, ci cade. (Fanno eccezione i persiani, vincitori proprio a Kyber pass, ma era nel 1738, quasi tre secoli fa). A volte è finita pure con una fuga precipitosa e umiliazioni cocenti. Come quest’ultima volta.  Non che finisca proprio l’impero. E comunque, nel caso sovietico, non è stato l’Afghanistan la causa diretta della sua dissoluzione.

Ma il paragone, anche se un po’ tirato per i capelli, dà un’idea del disastro creato dagli americani.

Emblematico il titolo dell’editoriale del Washington Post, foglio democraticissimo e autorevole: ”Scritto il capitolo moralmente più disastroso”.

E giù paragoni col Vietnam (“ma furono i comunisti a conquistare Saigon, non i terroristi come a Kabul“) con attacchi a Biden e ai suoi generali.

Allora è il caso di ricordare che in Afghanistan hanno battuto il muso tre imperi. Nell’ordine: britannico, sovietico, americano.

Tre potenze belliche ed economiche, seppur di caratura diversa. Tre potenze sulla carta invincibili. Sulla carta. Sul campo le cose sono andate diversamente. Tutti e tre gli imperi accomunati nello stesso errore: sottovalutazione degli afghani. Facili da conquistare, impossibili da gestire. Troppo fitta e cespugliosa la giungla delle tribù, ingrato l’ambiente, indecifrabile il senso religioso per gli Occidentali, incalcolabile il loro profondo orgoglio patriottico. A casa loro vogliono comandare loro Amen. È così tre imperi ci hanno lasciato più di una penna.

IMPERO BRITANNICO – Tre guerre anglo-afghane, tre sconfitte per il più vasto impero di tutti i tempi. Un colosso nato ai primi del Seicento, naufragato nel 1997 con la cessione di Hong Kong alla Cina. Un gigante che ha occupato l’Afghanistan per arginare gli appetiti degli zar e soprattutto per proteggere il gioiello di famiglia. Cioè l’India, poi indipendente dal Ferragosto del 1947. Ecco il filo rosso che unisce gli invasori: dopo l’Afghanistan si precipita nel buio. È una regola.

IMPERO SOVIETICO –  I sovietici sono rimasti una decina d’anni nel  grande pantano afghano (1979-1989). Hanno vinto i Mujaheddin appoggiati  non ufficialmente) da Stati Uniti, Pakistan, Iran, Arabia Saudita, Cina, Regno Unito. Alcuni storici parlano di “Vietnam sovietico“. Impossibili le operazioni militari  intensive di tipo meccanizzato. Proibitive le condizioni orografiche e climatiche. Pressoché inesistente la rete stradale. Neve sulle montagne, caldo infernale a luglio (anche 50 gradi). Inevitabile il ritiro. Due anni dopo il crollo di  una Unione Sovietica nata nel 1922 con Lenin e scioltasi ufficialmente il 26 dicembre 1991. Il disfacimento del blocco orientale era compiuto.

IMPERO AMERICANO -Analisti concordi: per gli USA l’inizio della fine è l’11 settembre 2001. Certo, i terroristi erano sauditi e non afghani. Calma. Le basi di Al Qaeda dove erano? Guarda un po’, erano proprio in Afghanistan. Ma è dell’altro giorno – 31 agosto 2021 –  che il secolo americano è da considerarsi concluso. L’ipotesi è un po’ azzardata e c’è da sperare che non sia proprio vera. Il nascente impero cinese non è una smagliante prospettiva.

Però oggi la situazione è di sconfitta. E fra gli sconfitti ci siamo anche noi. Perché quella perduta, come ricorda dagli States Cesare De Carlo,  non era solo una guerra americana. Era una guerra Nato.

 

 

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