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Boom di film, serie e audiovisivi girati in Portogallo grazie agli incentivi

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Boom di film, serie e audiovisivi girati in Portogallo grazie agli incentivi fiscali per produttori stranieri.

Il governo portoghese nel 2018 ha creato il Fondo di sostegno al turismo e al cinema per stimolare con incentivi fiscali l’arrivo di produttori stranieri per la realizzazione di film, serie o altre opere audiovisive  nel territorio portoghese e con la partecipazione di produttori nazionali.

Per l’anno in corso a tale Fondo è stato destinato un budget di 12 milioni di euro. Nessuno però immaginava che dopo il biennio di stasi per la pandemia da Covid-19 le richieste per usufruire degli inventivi in questione avrebbero avuto un vero e proprio boom: per ora infatti di richieste ce ne sono ben 43. Budget più che esaurito, insufficiente a soddisfarle tutte.

L’Istituto del Cinema e degli Audiovisivi (ICA) ha perciò bussato al governo perché aumenti la cifra già stanziata. E il governo, sempre sollecito nello stimolare l’arrivo di iniziative anche straniere in grado di trainare quelle nazionali, sta preparando la soluzione adatta a soddisfare quella che nell’ICA è stata definita l’”enorme domanda” del Portogallo come destinazione cinematografica. Soluzione che consisterà nell’allargare generosamente i cordoni della borsa.

All’ICA fanno notare che ”l’alto numero delle domande dimostra l’interesse per questo meccanismo finanziario”, l’interesse cioè per gli incentivi fiscali legati al coinvolgimento di società di produzione nazionali. E dimostra anche che è in atto una buona “ripresa dell’attività nel settore cinematografico, a differenza del 2020 e del 2021, anni di pandemia e conseguente riduzione della possibilità di girare le scene dei film”.

A fronte di un totale di 46 milioni di euro di incentivi, dal 2018 sono stati effettuati in Portogallo investimenti cinematografici e audiovisivi per un valore complessivo di 171 milioni di euro. E all’ICA calcolano che “le produzioni straniere in Portogallo hanno generato un afflusso di oltre 220 milioni di euro”. Nuno Artur Silva, Segretario di Stato per il Cinema, gli Audiovisivi e i Media, ha affermato che “ogni euro che il governo dà in incentivi si moltiplica per quattro in tasse pagate, in appalti di servizi, in spese alberghi e ristoranti”.

Il Fondo è stato creato nel 2018 e prorogato fino all’anno prossimo, 2023, ma Nuno Artur Silva ci tiene a far sapere che lui non può neppure “immaginare che non venga prorogato oltre il 2023. Abbiamo uno dei migliori sistemi incentivazione d’Europa. Il Fondo è diventato un elemento essenziale per attirare i produttori in Portogallo, compresi alcuni dei più grandi operatori mondiali”.

I grandi studios stanno scegliendo il Portogallo attratti da un programma di rimborso in denaro, che restituisce fino al 30% delle spese, e fino al 35% di quelle per pagare direttori creativi, registi e sceneggiatori. Percentuale inferiori a quelle offerte dalla Francia e dalla Romania, che possono arrivare al 40%, ma che hanno il vantaggio di essere pagata in anticipo sia pure a rate. Ogni progetto può ricevere fino a quattro milioni di euro, in alcuni casi aumentabili.

Insomma, il meccanismo varato dal governo nel 2018 si è rivelato un successo. Da notare che per ottenere gli incentivi fiscali le società di produzione a seconda dei progetti da girare sul territorio nazionale o della partecipazione di professionisti portoghesi devono effettuare in Portogallo una spesa minima che va dai 250 mila euro nel caso di documentari ai 500 mila euro nel caso di fiction.

Sono state sostenute produzioni come le serie “Operation Black Tide” e “Underwater Crimes” o i film “Frankie” di Ira Sachs, “The Child” di Marguerite de Hillerin e Félix Dutilloy-Liégeois e “The Man Who Killed Don Quixote” di Terry Gilliam, che hanno visto il coinvolgimento di centinaia di professionisti portoghesi legati al settore.

Tra i progetti più recenti annunciati per il Portogallo ci sono la quinta stagione della serie “Casa de Papel”, la serie “Hasta el cielo” o il film “Damsel” – tutti per la piattaforma Netflix -, la serie “House of the Dragon” e “War of Thrones”, per le quali è stato scelto Monsanto, un villaggio storico di Idanha-a-Nova, e il film “Furious Speed 10”, le cui riprese si svolgeranno quest’estate in varie località.

Nel 2008 in Portogallo ci si illudeva di poter realizzare studios hollywoodiani a Portimão, dove si sperava di produrre 11 film nordamericani. E all’inizio del decennio scorso  il governo pensava di potersi inserire nei mercati alternativi come Bollywood, l’industria cinematografica indiana. Oggi ci si concentra nell’affiancare la produzione audiovisiva portoghese, basata sulle telenovelas, con l’”età dell’oro” della televisione internazionale impegnata in una marea di serie e film per le piattaforme di streaming.

Mentre “Glories”, la prima produzione originale di Netflix in Portogallo, non è ancora arrivata al pubblico, c’è stato il boom dei produttori internazionali che per “girare” scelgono il Paese lusitano. “E pensare che 5-6 anni fa non eravamo nemmeno in ballo”, ha fatto notare alla stampa Manuel Claro della Portugal Film Commission.

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