Atp Finals, a Torino primi “ammanchi” per la capienza ridotta del Pala Alpitour

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Atp Finals, a Torino primi “ammanchi” per la capienza ridotta del Pala Alpitour

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Non è ancora certo se l’indotto delle Atp Finals di Torino stimato in circa 600 milioni si ridurrà nei 5 anni di durata dell’evento internazionale di tennis a causa della pandemia . Di certo, un primo “ammanco” si registra già a causa della riduzione al 60% della capienza degli spettatori per i match che si terranno dal 14 al 21 novembre al Pala Alpitour del capoluogo piemontese. La Fit (Federazione italiana tennis) ha infatti fatto sapere che rimborserà integralmente, al termine del torneo, coloro che non sono rientrati nel primo 60% di acquirenti. Ma, al di là dei primi incassi che vengono meno alla manifestazione, la delusione tra gli appassionati di tennis è tanta.

Promozione del territorio

Le Atp Finals di Torino (evento finale della stagione tennistica in cui si incontrano i giocatori di singolo e di doppio più quotati del 2021) si terranno nell’impianto polifunzionale da 12mila posti progettato dall’architetto Isozaki per le Olimpiadi invernali del 2006. Un’occasione di promozione del tennis, ma anche delle eccellenze del territorio, che per 5 anni ogni novembre potranno farsi conoscere da una audience potenziale di 95 milioni di spettatori tv in oltre 180 Paesi del mondo. Già effettuati investimenti in comunicazione per 3,5 milioni e si calcola che le ricadute economiche dell’evento sul territorio supereranno in 5 anni i 600 milioni di euro. Pandemia permettendo.

Capienza ridotta, delusione e rabbia tifosi

«A gennaio – si sfoga Antonio, uno dei tanti appassionati di tennis che non potranno assistere alle Atp Finals per la decisione del Cts di ridurre la capienza del Pala Alpitour, riportandola al 60% – ho comprato 2 biglietti per me e mio figlio. Abbiamo ricevuto subito la conferma e, pochi giorni fa, abbiamo inviato i nostri dati; ci hanno anche avvertito di arrivare almeno mezz’ora prima dell’incontro. Adesso all’improvviso con una e-mail ci comunicano che non abbiamo più il posto. Siamo increduli e soprattutto arrabbiati».

La decisione del Cts, che nei giorni scorsi aveva aumentato la capienza del palazzetto al 75%, sta mandando su tutte le furie tanti spettatori che in queste ore stanno ricevendo disdetta dei biglietti acquistati. «Ci tenevamo tanto, siamo appassionati di tennis da una vita, siamo stati 2 volte a Wimbledon – ricorda ancora Antonio -. Anche se mancano Federer e Nadal la platea è ghiotta, con le stelle emergenti del tennis. Siamo arrabbiati, è stata una gestione da incompetenti. Sarebbe stato meglio essere previdenti, avrebbero dovuto vendere soltanto il 60% sia per il distanziamento sia per evitare di fare figuracce internazionali. E poi con quale criterio annullano i nostri biglietti e non quelli di un’altra persona? Speriamo non si pentano di averci assegnato un evento mondiale come gli Atp trasmessi in tutto il mondo». Anche Giulio è deluso. «Mi hanno regalato i biglietti a dicembre 2020, e a soli 2 giorni dall’incontro la capienza è stata ridotta e non valgono più. Così non potrò partecipare a questo evento tanto atteso. Io per fortuna abito a Torino, mi chiedo invece chi ha prenotato hotel, treni e spostamenti vari da fuori Torino come possa accettare un tale disguido».

Città Torino, no responsabilità su capienza e gestione ticket

«La Città di Torino – si legge in una nota – esprime rammarico, ma precisa altresì che non ha alcuna responsabilità in relazione alle scelte del Cts e nella gestione della biglietteria dell’evento. Come comunicato dalla Federazione italiana tennis il 12 novembre, la decisione assunta dal Cts ha purtroppo conseguenze negative per quanti avevano di recente acquistato biglietti per finali Atp, visto che i posti a loro riservati non sono saranno più disponibili. La Fit, precisa ancora la nota, rimborserà integralmente, al termine del torneo, coloro che non sono rientrati nel primo 60% di acquirenti».