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Wahoo Elemtn Roam V2 in test

Elemtn Roam V2 è l’evoluzione del ciclocomputer GPS di Wahoo, che al lancio di sette anni fa si proponeva come una soluzione davvero innovativa.

Ma cosa cambia in questa V2? Continuate a leggere per scoprirlo!

Il ciclocomputer è uno degli accessori più importanti. Per alcuni ciclisti è rilevante la navigazione, con il computerino che diventa la porta d’accesso alle avventure. Per altri invece ogni pedalata è una nuova opportunità di allenamento, con i sensori e le metriche che raccontano una storia in seguito sezionata e analizzata. Ci sono anche appassionati che cercano un mix a seconda delle loro esigenze: a volte i dati aiutano a tenere il ritmo e altre sono ignorati, mentre a volte la navigazione aiuta a pedalare in luoghi mai visitati e altrettante la schermata della mappa fa solo da sfondo.

Qualunque sia la vostra esigenza, il nuovo Wahoo Elemnt Roam V2 si propone come una soluzione a 360 gradi.

Design ed estetica

Wahoo Elemnt Roam V2, in versione Bundle, si presenta in una confezione davvero ben fatta, completa di tutto quello che serve per iniziare a configurarlo e pedalare: ciclocomputer, staffa rigida e supporto basilare, sensori con relativi supporti (ritmo, velocità e fascia cardio), manualistica e la fondamentale guida rapida. Il scotto è di 499 €, mentre la versione primario con primario tradizionale al manubrio costa 399 euro.

Le specifiche indicano che la nuova unità è di poco più grande, con pulsanti leggermente diversi. Lo schermo è sempre da 2,7” con risoluzione di 400×240 pixel ma a 64 colori, supportato a sinistra e in alto dalla striscia di LED programmabili (per mostrare info come potenza, frequenza cardiaca, o indicazioni stradali), con i tre grossi pulsanti rivestiti in gomma in basso. A livello ergonomico si nota la più grande differenza: non sono incassati, ma leggermente distanziati e in rilievo. Anche il design dei pulsanti laterali è ora più comodo e semplice da usare.

Girando l’unità si nota la porta di alimentazione collocata in posizione perfetta anche per la ricarica rapida on the road. È sempre protetta da uno sportello in gomma ma ora è una più attuale USB-C. La batteria rimane invece invariata, con un’autonomia promessa di 17 ore.
All’interno si trovano importanti miglioramenti funzionali: il GPS è a doppia banda per una precisione superiore, la memoria passa da 4 a 32 Gb per poter caricare più mappe.

Aggiornamenti software

Il primo approccio è facilitato dall’accoppiamento con lo smartphone, utilizzando l’app Elemnt di Wahoo per la configurazione e la personalizzazione dell’unità. Chi arriva dal precedente modello, non si troverà disorientato, godendo di una procedura ancora più intuitiva, sia nell’impostazione sia nell’utilizzo.

Si apprezza in particolare l’evoluzione della navigazione, con una mappa più colorata ma continua a non indicare i nomi delle strade. In ogni caso ci si sposta con facilità su di essa, sfruttando la funzione di pan+zoom, capendo quale strada si sta percorrendo e dove si sta andando, con la funzione di ricalcolo di aiuto quando si è fuori rotta. Stranamente la mappa visualizzata sull’app indica i nomi delle strade.

Un’altra aggiunta interessante per gli atleti sono gli allenamenti Systm Outdoor, sincronizzati con i principali servizi. Nel complesso ora l’ecosistema per il training e il riding – outdoor e indoor – è uno dei più solidi del mercato.

La funzione Summit Segment invece fornisce ulteriori dettagli sulle salite dei percorsi precaricati, indicando in anteprima le difficoltà di ogni ascesa e il tempo stimato che manca alla vetta, consentendo di gestire energia e potenza erogati al variare della pendenza.

È anche presente la condivisione dei percorsi pubblici con altri utenti: basta aprire l’app Elemnt e chiunque abbia lo stesso ciclocomputer nelle vicinanze può visualizzare e caricare la traccia sul proprio dispositivo.

Prestazioni

Si notano subito lo schermo e i pulsanti aggiornati, e il GPS più preciso a doppia banda. L’utilizzo è più agevole, con tasti più morbidi e sensibili, e un display più reattivo, sia nel cambio delle schermate sia nello zoom, per mostrare più o meno dati, e quindi variare anche la dimensione dei caratteri. Il risultato è un’esperienza d’uso molto piacevole, non perdendo la concentrazione, e riuscendo a visualizzare subito e in modo chiaro quello che si cerca: l’indicazione per una savvicendamento o una particolare serie di metriche.

L’antenna GPS è meno sorprendente, con una localizzazione comunque buona a parte qualche tentennamento nei cosiddetti “canyon urbani”, quando si pedala su strade relativamente strette tra edifici alti, o in luoghi remoti in fitti boschi.

Avere uno schermo a 64 colori può non ritenere una gran cosa, ma insieme a un buon dettaglio, a una retroilluminazione efficace e a un contrasto consistente, ogni informazione è semplice da vedere, dalle zone di allenamento alla strada da seguire.

Primo verdetto

Nel nostro primo mese di utilizzo il Wahoo Elemnt Roam V2 ci ha soddisfatto. È un importante aggiornamento rispetto alla versione originale, riprendendo alcuni elementi già introdotti con il secondo passo evolutivo del ciclocomputer GPS Elemnt Bolt.

Una avvicendamento che si spendono pochi minuti per configurare l’unità sullo smartphone, tutto è a portata di mano, con i percorsi che si sincronizzano in modo automatico dai principali servizi come Strava e Komoot. Al termine di una pedalata, i dati registrati sono caricati ovunque sia necessario – la lista è davvero lunga – e tutto funziona semplicemente e senza complicazioni.

Le funzioni non saranno tantissime, se paragonate ai principali competitor, ma l’esperienza d’uso è realmente semplice, per un ciclocomputer GPS comunque completo, preciso e piacevole da usare.

Maggiori info qui

 

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