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David nascosto a Dubai, Boldrini&Cirinnà furiose per la Spigolatrice, quando tocca ai Bronzi? sharia di sinistra?

Sharia, sculture capolavoro di personaggi nudi, Cristo compreso, censura pubica e mutande. Andiamo per odine. 

Ma come!? Tante urla per l’adozione della sharia da parte dei talebani in Afghanistan, poi però partecipiamo all’Expo di Dubai, che come legge applica proprio la sharia. Con l’accortezza di applicarla solo ai suoi cittadini musulmani, mentre per i non musulmani non si applica. Ma sempre sharia è.

E i cittadini musulmani di Dubai non sono esseri umani di seconda o terza categoria rispetto i non musulmani. I quali non musulmani hanno diritto a tre gradi del processo: La Corte di Prima Istanza è la Corte Civile e regola le cause civili, poi c’è la Corte d’Appello e la Cassazione. I crimini denunciati dalla polizia vanno giudicati dalla Corte Criminale. 

L’omosessualità è vietata, come in tutti gli Emirati Arabi Uniti, e la libertà di espressione è limitata. Ci sono pene severe anche per gli stranieri che criticano la famiglia dell’emiro, le leggi e la cultura locale. 

Nel febbraio 2018 una figlia, Latifa, dell’emiro Mohammed bin Rashid Al Maktoum  è fuggita all’estero, ma è stata catturata da agenti della sicurezza inviati apposta dal padre mentre era a bordo di uno yacht al largo della costa indiana. Costretta a rientrare a Dubai, nessuno l’ha più vista da allora. Nel maggio di quest’anno una sua amica ha pubblicato su Instagram una foto che la ritrae in un centro commerciale insieme con due amiche.

Eppure in questa Dubai il 1 ottobre è stato  inaugurato il Padiglione Italia all’Expo 2021. Lo slogan del padiglione è “La bellezza unisce le persone”. E come rappresentante della bellezza il padiglione ospita la replica a grandezza naturale della famosissima e splendida scultura del David di Michelangelo. Replica di quasi 7 metri dal basamento alla punta dei capelli ricostruita apposta per l’Expo di Dubai a Firenze in resina con una stampante 3D.  Ma dei quasi 7 metri di statua si può vedere solo la testa, che emerge al primo piano del padiglione da un grande buco ottagonale.

David nascosto, si vede solo la testa

In ossequio alla morale, alla pruderie e alle leggi di Dubai il resto del David è nel buco, appositamente nascosto al pubblico. Per evitare che se ne veda la zona pubica, sesso compreso, e il sedere, completamente nudi come l’intero David. Al pian terreno del padiglione si può guardare in alto nel buco per tentare di vedere, oltre al basamento, ai piedi e ai polpacci, il resto del corpo del David. Ma nel salone a pian terreno il pubblico non può entrare, è riservato alle autorità e ai funzionari. 

La scelta di nascondere il sesso e il sedere del David piacerà certo alla ex presidente della Camera dei deputati e alla sua collega di partito Monica Cirinnà. Di recente s’è scagliata contro la statua in bronzo della Spigolatrice di Sapri, posizionata sul lungomare della città. Opera di Emanuele Stifano commissionata anche dal Comune. In omaggio alla famosa poesia di Luigi Mercantini, ispirata alla fallita spedizione di Sapri di Carlo Pisacane alla testa di 300 “giovani e forti”. Per tentare di innescare una rivoluzione antiborbonica nel Regno delle Due Sicilie. Della poesia intitolata la Spigolatrice di Sapri sono noti a tutti i versi di apertura e chiusura: “Eran trecento, eran giovani e forti, // e sono morti!”.

Boldrini contro la spigolatrice di Sapri

La Spigolatrice di Stifano ha sì il sedere coperto dal vestito succinto e di stoffa molto leggera, ma l’artista l’ha messo in bell’evidenza cogliendo l’attimo di un colpo di vento che sul lungomare gli ha incollato sopra la gonna. Gonna che all’occhio dello spettatore pare non esistere: come non ci fosse.  Motivo per cui Boldrini sui social ha tuonato: 

“La statua è un’offesa alle donne e alla storia che dovrebbe celebrare. Ma come possono perfino le istituzioni accettare la rappresentazione della donna come corpo sessualizzato? Il maschilismo è uno dei mali dell’Italia”.

A me la statua non piace. E ritengo anche assurda e un po’ volgare la sua difesa fatta dal senatore pentastellato Franco Castiello, presidente della Fondazione Grande Lucania. Che ha finanziato l’opera insieme col Parco del Cilento-Vallo di Diano-Alburni e al Comune di Sapri. Il senatore ha affermato che a chi critica la statua “sfugge quali siano le fattezze fisiche delle donne meridionali”. Come se le donne meridionali abbiano tutte la stessa conformazione… 

Un’opera d’arte può piacere o non piacere, a me questa spigolatrice non piace, non dice nulla, ma ritengo che la libertà di espressione degli artisti non possa essere sottoposta a censura né tanto meno a rimozione. 

Boldrini&C evidentemente non sanno che la Spigolatrice di Sapri è stata dipinta a seno nudo dal pittore Francesco Hayez già nel 1853. E meglio farebbero semmai a chiedere che venga spostata un’altra statua in bronzo della Spigolatrice. Quella che per guardare il mare donde provengono i “trecento giovani è forti” è completamente sdraiata bocconi dal 25 giugno 1994 sulle rocce acuminate dello scoglio dello Scialandro. Scoglio tale da rendere una tortura anche per il corpo lo starci sdraiati sopra, per giunta di pancia.  

 

Spigolatrici a parte,  speriamo che alle Boldrini-Cirinnà&C non venga in mente di tuonare anche contro i magnificissimi Bronzi di Riace, completamente nudi pure quelli e di grandissima potenza fisica espressiva. Che non gli venga in mente di fargli mettere le mutande! E chissà cosa direbbero e farebbero se poi venissero a sapere che a Bassano Romano nel monastero di S. Vincenzo c’è una grande scultura in marmo – attribuita a Michelandelo – di Cristo in piedi completamente nudo, sesso compreso.

Forse Boldrini-Cirinnà&C tuonerebbero contro il fatto che poiché quel Cristo in piedi regge al suo fianco una croce c’è una “scandalosa” vicinanza tra la croce e il sesso, motivo per cui chiederebbero che a quel Cristo venissero messe le mutande.

Del resto a suo tempo al Cristo parimenti nudo e con la croce, opera sicuramente del Michelangelo visibile nella chiesa romana di S. Maria Sopra La Minerva, i benpensanti scandalizzati dell’epoca pensarono bene di fargli mettere le mutande: realizzate apposta in bronzo.