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Gay Pride alle elementari? Ma andate… VIDEO

De Luca presidente della Regione Campania, troppo personaggio, troppo invaghito di se stesso e, purtroppo, troppo consapevole del livello e spessore del ceto politico e amministrativo dell’Italia tutta. Troppo consapevole, troppo perché questo lo induce spesso a fare la parte di chi nella favola-parabola dice ad alta voce quel che è visibile ma non si può dire, dire quindi che “il re è nudo”.

De Luca spesso lo fa e stavolta il “re nudo” è la cervellotica, presuntuosa e alla fin dei conti lobbistica parte della cosiddetta legge Zan, quella parte che istituisce niente meno che una giornata contro la transomofobia nelle scuole perfino elementari.

De Luca e la giornata di propaganda

Nelle scuole, nelle scuole elementari? La scuola italiana, con la complicità di genitori e politici, si è sempre sottratta al compito di fornire anche una minima informazione-educazione sessuale. Di fronte a questa eventualità la scuola italiana ha sempre coerentemente evitato la “grana”.

Il cattolicesimo nella sua componente di base discretamente sessuofobica, l’ostilità sospettosa delle famiglie verso scuola in cui si parla di sesso, la tradizionale e professionale attitudine del corpo docente a non assumersi responsabilità hanno contribuito e consolidato la realtà di una scuola che in materia di educazione-informazione si dichiara non competente, anzi si ripara dietro un condiviso “non ci compete”.

Su questa scuola l’ideologia e la propaganda che sottendono alla legge Zan vogliono calare niente meno che la giornata anti transomofobia. Si spiegherà così ai bambini dai sei ai dieci anni che il passaggio di sesso e/o la scelta omosessuale sono naturali e rispettabili prima e senza aver mai fornito agli stessi bambini (e adolescenti) nessuna informazione-educazione sessuale.

Si farebbe dunque secondo effetti di questa parte della legge Zan informazione ed educazione sessuale prima ed esclusivamente riguardante trans, omo, insomma l’universo Lgtb prima e in assenza di informazione-educazione eterosessuale a scuola. Una giornata per diffondere il dovuto rispetto per la libertà delle scelte sessuali prima ancora di averle spiegate. Una giornata per indicare il valore del rispetto di trans e omo prima ancora di una giornata (ci vorrebbe un lustro almeno) per inculcare il rispetto della donna.

Una cosa di lobby

Una cosa così, una richiesta così infilata in una legge non è un riflesso di libertà, è un riflesso di lobby. La libertà delle scelta sessuale deve essere protetta da leggi e garantita dallo Stato ad ogni cittadino. Questa è questione di libertà. E se uno pesta o discrimina o sottopone a linciaggio morale o fisico un trans o un omosessuale perché è tale dovrebbe finire in galera molto più di quanto accada.

Questa è questione di giustizia. Ma una giornata appaltata e riservata alla lotta alla transomofobia, una giornata nazionale di questo tipo, un gay pride a scuola fin dalle elementari è una questione di lobby. Celebrerebbe l’orgoglio di lobby. Quale lobby? Quella che ha scritto parti della legge Zan, quella che ha infilato tra questioni di libertà e giustizia “l’identità di genere” come questione non negoziabile.

Identità di genere, chi andrebbe nelle classi elementari a spiegare il concetto e ad esaltare il valore della identità di genere come soggettività mutante ed emancipata da ogni oggettività incatenante? Ovviamente i rappresentanti delle organizzazioni Lgtb, chi altri se no? 

Legge Zan, la sinistra ipnotizzata

Alla sinistra, in particolare al Pd, ipnotizzata dalla sacralità attribuita alla legge Zan De Luca grida che il re è nudo, che questa del Gay Pride a scuola, nelle scuole di ogni ordine e grado è una cosa di lobby e non di libertà e sanamente, razionalmente, dignitosamente De Luca gli ideatori e sponsor e corifei e cantori del Gay Pride alle elementari li manda dove meritano di essere mandati: all’inferno non dei peccatori ma dei prevaricatori.