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Denise Pipitone, parla la guardia giurata dell’avvistamento a Milano: “La polizia non mi autorizzò a trattenerla”

A Morning News Felice Grieco, la guardia giurata che dice di aver visto Denise Pipitone a Milano, ricorda quel giorno.

“Chiamai subito le forze dell’ordine dicendo che probabilmente di fronte a me c’era seduta Denise”. Era 18 ottobre del 2004 quando a Milano, all’esterno della banca dove lavorava come guardia giurata, Grieco vide una bambina somigliante a Denise Pipitone insieme a un gruppo di nomadi.

Denise Pipitone e l’avvistamento a Milano. La guardia giurata: “Tentai di trattenere il gruppo ma loro se ne andarono via”

“Tentai di trattenere il gruppo, ma se ne resero conto e andarono via. Io non ero sicuro – ricorda Grieco – che quella bambina fosse Denise, chiesi autorizzazione alle forze dell’ordine di fermarla, ma mi fu negata”.

I rimpianti della guardia giurata: “Avrei potuto agire di testa mia”

Sono passati quasi 17 anni dal giorno dell’avvistamento a Milano e Felice Grieco confida a Canale 5 di avere molti rimorsi rispetto a come sono andate le cose. “Avrei potuto agire di testa mia, ma poi avrei dovuto affrontare tutte le conseguenze”.

Denise Pipitone, una candela per non dimenticarla

Un lumino o una candela sul davanzale della propria finestra per non dimenticare Denise Pipitone. È l’iniziativa promossa da don Davide Chirco, responsabile del Seminario vescovile della Diocesi e del Servizio di pastorale vocazionale, per mercoledì 1° settembre, in occasione del 17° anniversario della scomparsa della piccola Denise Pipitone.

“Invito tutti, mazaresi e non, a deporre sul davanzale della propria finestra un lumino o una candela, fare una foto e postarla sui social con l’hashtag #17annisenzaDenise – spiega don Chirco – per chi è credente può unire a questo gesto anche una speciale intenzione di preghiera per Denise e la sua famiglia”. Don Davide Chirco spiega che questo “è un semplice segnale che vuole essere da monito a tutti coloro che sanno e non parlano per paura, ma vuole anche essere un momento di forte unità e di particolare vicinanza a Piera Maggio e Pietro Pulizzi, segnati da un dolore che dura ormai da troppo tempo”.