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Da Milano a Capaci, cinque morti sul lavoro in un giorno. I sindacati: ”Strage infinita”

Cinque morti sul lavoro in un giorno.  Due nel Milanese, una nell’hinterland di Torino, una a Capaci, in provincia di Palermo e un’altra ancora nel Padovano. Una scia di sangue cominciata a Pieve Emanuele (Milano), dove nel campus universitario Humanitas, collegato all’omonimo ospedale, un getto di azoto liquido ha investito e ucciso due tecnici di un’azienda esterna causando ustioni da congelamento.

Pieve Emanuele (Milano), due operai morti per asfissia in un deposito di azoto dell’ospedale Humanitas

I corpi dei due tecnici, Emanuele Zanin e Jaddeep Singh, su cui è stata disposta l’autopsia, sono stati trovati a terra in fondo ad un locale a cielo aperto, una sorta di incavo che contiene il serbatoio-cisterna, mentre l’autocisterna era stata collocata a fianco del serbatoio.

Nichelino, titolare di un’officina cade da un’impalcatura e muore

Carabinieri e Asl, di Torino in questo caso stanno indagando anche su un altro incidente mortale accaduto a Nichelino, nell’hinterland torinese.

Qui il titolare di un’officina, Leonardo Perna di 72 anni, è caduto da un’impalcatura alta due metri in un’officina meccanica in via XXV Aprile. Nella caduta dall’impalcatura avrebbe sbattuto violentemente la testa.

Padova, operaio cade e muore dopo un volo di 5 metri

Morte anche a Loreggia, (Padova) dove Valerio Bottero, un operaio di 52 anni che lavorava nella ditta Lavor Metal è caduto caduto da un’impalcatura alta cinque metri ed è deceduto sul colpo. L’area in cui è avvenuto l’incidente è stata recintata, e sono statui effettuati gli accertamenti da parte dello Spisal per eventuali violazioni in tema di sicurezza sul lavoro. La Procura di Padova sta coordinando i rilievi.

Capaci, camionista travolto dal suo Tir

Aveva finito le operazioni di carico e scarico della merce a Capaci Giuseppe Costantino, 52 anni. E’ andato nella parte posteriore del Tir per alcune verifiche. Ma il mezzo si è messo in movimento e lo ha travolto uccidendolo.

La nota della Cgil

E ora i sindacati tornano a chiede più sicurezza perché “non abbiamo più tempo, non si può più aspettare”. Dopo le due morti nel Milanese “oltre a ricostruire la dinamica dell’incidente mortale confidiamo nelle indagini in corso per individuare con certezza le responsabilità, per evitare come spesso accade di derubricare l’evento ad una ‘tragica fatalità’”, affermano la Cgil Milano, Funzione pubblica Cgil Milano, Filctem Cgil Milano, mentre la Cgil di Torino parla di “una strage senza fine” ricordando che “proprio ieri, finalmente, questa emergenza è stata al centro del confronto con il Governo che ha preso in considerazione le proposte che da tempo facciamo. “Il piano sicurezza sui posti di lavoro sarà pronto nelle prossime settimane. Nel frattempo assumeremo provvedimenti immediati che anticipano il piano stesso. Lavoreremo sulla costruzione di una banca dati per raccogliere le violazioni che fin qui non c’è stata. Stiamo lavorando per definire delle sanzioni più tempestive per chi viola le norme”.