HomeUncategorizedAntonia Maria Iannicelli e la storia del figlio Cocò Campolongo, ucciso e...

Antonia Maria Iannicelli e la storia del figlio Cocò Campolongo, ucciso e bruciato dalla ‘Ndrangheta a soli 3 anni

Antonia Maria Iannicelli e la storia del figlio Cocò Campolongo, ucciso e bruciato dalla ‘Ndrangheta a soli 3 anni. Questa sera 2 settembre, nel programma Cose Nostre – Lessico criminale, viene raccontata la storia di Antonia Maria lannicelli, una madre costretta a pagare le conseguenze delle regole spietate della ‘Ndrangheta. E’ la mamma del piccolo Cocò, ucciso e bruciato a soli tre anni insieme al nonno Giuseppe e alla compagna di quest’ultimo da clan rivali. Il programma è in onda su Rai1 dalle 23:50

La morte del piccolo Cocò: un caso di cronaca che sconvolse l’Italia

Cassano all’Ionio, Cosenza. E’ il 16 gennaio 2014. Nicola Campolongo, Cocò, di 3 anni, è con il nonno Giuseppe Iannicelli. Sua madre Antonia Maria, la zia Simona, suo padre Nicola, lo zio Roberto Pavone e la nonna Maria Rosaria Lucera, sono in carcere dal 2011 per traffico di stupefacenti.

Nicola viene quindi affidato al nonno Giuseppe Iannicelli, che aveva scontato 8 anni per droga. Iannicelli ha dei conti in sospeso con la ‘Ndrangheta e deve incontrare qualcuno. Sa a cosa va in contro e cosa rischia. Decide così di portarsi dietro il nipotino, conoscendo bene il “codice mafioso” per il quale i bambini non si toccano. Sente, con la compagnia di Nicola, di avere una garanzia. Con loro c’è anche la 27enne marocchina Ibtissan Touss, compagna di Iannicelli. I tre vengono brutalmente uccisi: Giuseppe Iannicelli esce dalla macchina per primo e viene freddato fuori dall’abitacolo, sparano poi alla donna e infine a Nicola seduto nel sedile posteriore della Fiat Punto. La macchina viene poi spostata in campagna con i tre corpi all’interno e data alle fiamme. 

Questo caso ottenne fin da subito una grande attenzione mediatica per il coinvolgimento di un innocente come il piccolo Cocò. E’ un caso di cronaca che sconvolse l’Italia e che spinse Papa Bergoglio a scomunicare i mafiosi. 

Gli indagati del terribile delitto sono Donato Cosimo e Faustino Campilongo, che spacciavano droga per lo stesso Iannicelli. I due vengono incriminati nel 2015 per strage e distruzione di cadavere e nel 2019 vengono condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Cosenza. 

Antonia Maria Iannicelli, la madre di Nicola Campolongo

Quando suo figlio veniva ucciso Antonia Maria Iannicelli era in carcere, così come gran parte della sua famiglia. La sua vita è sempre stata segnata dalla criminalità che la circondava ogni giorno. Da bambina osservava suo padre muoversi nel mondo dello spaccio per conquistarsi un posto di rilievo nel traffico degli stupefacenti. Malgrado tutto Antonia è sempre rimasta legata al padre, arrivando perfino ad aiutarlo nel recuperare una partita di eroina. Le forze dell’ordine sequestrarono due chili di eroina e arrestarono Antonia. Antonia Maria e il fidanzato Nicola hanno avuto tre figli, Desi, Ilenia e il piccolo Cocò, e decisero di intraprendere la strade della criminalità e dello spaccio. Verranno arrestati entrambi nel 2011.