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Non si vaccina, Maddalena Amiti si ammala e muore a Castiglione d’Adda, il paese dove iniziò la pandemia

Non si è vaccinata per paura di complicazioni. E’ morta di coronavirus Maddalena Amiti, 78 anni, storica edicolante di Castiglione D’Adda, il paese divenuto l’epicentro della prima zona rossa d’Italia, dove la pandemia è iniziata. Di Castiglione era originario il paziente 1, Mattia Maestri.

Maddalena Amiti aveva tenuto aperta la sua rivendita di giornali di via Garibaldi fin da quando, nell’area limitata, erano tornate ad arrivare le pubblicazioni, dalla mattina del terzo giorno di chiusura totale. Da lì in poi, insieme alla figlia, era andata avanti a servire la popolazione con la sua l’attività. E tutti, in paese, le erano grati perché aveva avuto il coraggio di tenere aperta quella rivendita nonostante, da lì, ogni giorno passassero decine e decine di persone e, contemporaneamente, del vaccino non ci fosse ancora nemmeno l’ombra.

Maddalena Amiti, storica edicolante di Castiglione d’Adda

Il vicesindaco del borgo, Stefano Priori, ricorda: “Per noi è stata come un eroe. Quando sul paese è calato il buio, avevamo i militari sul posto e tutto era diventato improvvisamente surreale. Non appena si era riusciti a far arrivare i giornali di nuovo lei senza nessun dubbio aveva riaperto. E la si vedeva lì, ogni giorno con sua figlia, dalle 5 del mattino”.

“Aveva scelto – prosegue – di non privare la popolazione, oltre a tante altre cose, anche della lettura delle notizie, di non privare i bimbi dei fumetti. Perché sapeva che poter leggere avrebbe potuto aiutare a sopportare la tragicità di quei giorni. E, poi, superato il periodo più terribile, era andata avanti così con coraggio”.

Maddalena Amiti e la paura del vaccino

Poi sono arrivati i vaccini. Tanti suoi familiari si sono recati all’hub di Codogno per farsi iniettare le dosi. Ma lei no. Spiegava di aver saputo che due sue amiche avevano avuto qualche effetto collaterale facendolo e questo l’aveva spaventava. E diceva anche, come si spiega ora in paese, di aver visto in tv che delle persone erano decedute dopo aver fatto questo vaccino.

Un politico locale aveva anche voluto parlarle. Le aveva spiegato che, con l’attività che faceva, era molto meglio che si vaccinasse. E che il pericolo di ammalarsi sarebbe potuto essere molto più grave di qualche effetto collaterale da vaccino. Ma lei non aveva cambiato idea.

Il sindaco Costantino Pesatori spiega che, quando si entrava nella sua edicola, capitava dicesse soprattutto ai bimbi: “E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta”. Sperava quindi, probabilmente, che il peggio fosse passato. Ma un mese fa si è ammalata. Una settimana di cure a casa, poi il ricovero all’ospedale Maggiore di Lodi.

Qui il peggioramento tale da richiedere la terapia intensiva e il trasferimento al policlinico San Matteo di Pavia, dov’è deceduta. Mercoledì pomeriggio si sono tenuti i funerali nella parrocchia di Castiglione, dove tutti i cittadini che hanno potuto hanno partecipato.