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Nazionale di calcio, Mancini aspetta domenica 29 gli azzurri a Coverciano. Poi tre partite per Qatar 2022

La Nazionale di calcio di Mancini, neo campione d’Europa, ritorna. Ci aspettano tre impegni di qualificazione a Qatar 2022: Bulgaria, Svizzera, Lituania. Tre partite. Due in casa (a Firenze il 2 settembre con i bulgari, a Reggio Emilia l’8 settembre con la Lituania ) una in trasfera a Basilea, contro gli elvetici. Tre gare in 6 giorni. Niente male.

È il caso di ricordare che gli azzurri sono in testa con nove punti (tre partite, tre vittorie) davanti alla Svizzera. Le altre squadre sono distaccate di 8 punti. Le gare successive si faranno in novembre: a Roma il 12 con la Svizzera, il 15 a Belfast con l’Irlanda del Nord.

Domenica sera i convocati si troveranno a Coverciano e lunedi 30 agosto inizieranno gli allenamenti. Va inoltre ricordato che ottobre è il mese dedicato alla “final four“ di Nations  League da padroni di casa.

E che il sorteggio ci ha riservato due semifinali di altissimo livello: Italia-Spagna a Milano il 6 ottobre e Francia-Belgio il 7 a Torino. Finale domenica 10 a San Siro. Speriamo con gli azzurri.

Ci sono molta curiosità ed interesse attorno alla Nazionale. Il dopo Wembley non sarà facile. Il necessario, misurato , quanto inevitabile  ricambio metterà a dura prova Mancini e la stessa  crescente tifoseria. Il Mancio ci ha abituati bene.

Allena la Nazionale dal maggio del 2018. Partenza difficile tra le note macerie. Poi una galoppata straordinaria, francamente inattesa. Bilancio: 28 vittorie, 9 pareggi e appena 2 sconfitte, tutte all’inizio. Con quel finale a Londra, nella tana dei leoni di Sua Maestà,  che è entrata nelle cineteche col passo  del bersagliere.

Ci sarà un effetto nazionale sulla Champions?

Ora ci si chiede: ci sarà l’effetto europeo sulla Champions? Certo, sulla carta si profila una sfida impossibile contro super squadre notevolmente più attrezzate delle nostre quattro (Inter, Milan, Juventus, Atalanta). Citiamo PSG, Bayern, le inglesi Chelsea e City.

Ma la Nazionale insegna: nessuno le dava credito e poi è finita con un trionfo. Con il gioco si può ridurre il gap. Addio al vecchio gioco all’italiana, ora si gioca senza paura, puntando sulla qualità. Dice bene José Mourinho: “Difendere non basta. Adesso c’è più attenzione alla qualità del gioco. Il modo di pensare è diverso”. Per fortuna.