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Green pass, via libera al prolungamento a 12 mesi dal Cts. Scuola, oltre il 90% del personale vaccinato

Sarà prorogata da 9 a 12 mesi la validità del Green pass: è arrivato l’atteso parere favorevole del Comitato tecnico scientifico (Cts), che allinea la data di scadenza del ‘passaporto sanitario’ ai dati sulla resistenza degli anticorpi al coronavirus Sars-CoV-2.

Una bella boccata di ossigeno: dal punto di vista logistico, la vita più lunga del pass consente di organizzare con meno affanno il cammino verso la terza dose, che sembra ormai certa per i sanitari e via via per le categorie più fragili.

Green pass, via libera al prolungamento da 9 a 12 mesi

“Abbiamo dati che ci dicono che l’immunità in chi è vaccinato arriva almeno a 12 mesi, il che vuol dire che la stragrande maggioranza degli italiani e sanitari farà una dose di richiamo annuale, e quindi è verosimile pensare che sia giusto estendere il Green pass a un anno”, ha fatto presente l’infettivologo del Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti. “Però va fatto immediatamente perché diversamente – ha spiegato il medico – ci sono alcuni che sono stati vaccinati a dicembre e che dovrebbero ricevere una dose tra settembre e ottobre”. Ora la proroga evita questo gap.

Chi avrà la priorità per la terza dose? “I sanitari dovrebbero essere i primi e uso il condizionale – risponde l’immunologo del Cts Sergio Abrignani -. Assieme ai fragili, ai pazienti con deficit del sistema immunitario o in chemioterapia. Poi si passerà agli over 60″. Ma se ne parla “a fine anno o all’inizio del prossimo”.

Scuola, vaccinato contro il Covid oltre il 90% del personale scolastico e universiatario

Intanto, continua la corsa al vaccino in vista della riapertura delle scuole a settembre. Più del 90% del personale scolastico e universitario ha ricevuto almeno una dose o la dose unica.

Rush finale con sprint per i ragazzi. Oltre il 40% tra i 12-15 anni è stato immunizzato, mentre la percentuale aumenta al 67% nella fascia 16-19.

Ma gli incrementi nella somministrazione dei booster si registrano anche per le fasce di età alte: quella tra 50-59 anni è all’80% circa in termini di prime somministrazioni/dose unica, mentre la fascia 60-69 ha superato l’85%. Si consolidano pure le percentuali delle fasce 70-79 e over 80, che si attestano rispettivamente al 90,19 e al 94,06%, sempre riferite a prime somministrazioni/dose unica.