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Delitto di Avetrana, chi ha ucciso Sarah Scazzi, le indagini e i processi, Cosima Serrano, Sabrina e Michele Misseri

Delitto di Avetrana, chi ha ucciso Sarah Scazzi, le indagini e i processi, Cosima Serrano, Sabrina e Michele Misseri. Questa sera 20 agosto, nel programma Il terzo indizio, si ripercorre la storia di uno dei delitti più noti degli ultimi anni, quello di Sarah Scazzi. Il programma condotto da Barbara De Rossi è in onda su Rete 4 dalle 21:20

Il delitto di Avetrana: l’omicidio di Sarah Scazzi

Il 26 agosto del 2010 ad Avetrana, in provincia di Taranto, scompare una ragazza, Sarah Scazzi, studentessa al secondo anno dell’istituto alberghiero. Già dalla sua scomparsa il caso ha un grande risalto mediatico. Le indagini dei Carabinieri si orientano sulla fuga della ragazza o su un possibile rapimento, mentre le ricerche proseguono per tutto il mese di settembre. L’interesse mediatico aumenta, alimentato anche dagli appelli in televisione dei suoi familiari, in particolare della cugina Sabrina Misseri, per il ritorno di Sarah a casa. 

Il 29 settembre viene ritrovato il cellulare di Sarah, semibruciato in un campo. A ritrovarlo è lo zio Michele Misseri, che afferma di essere in grado di ritrovare la nipote. Si alimentano i sospetti su di lui che, con la moglie Cosima Serranno, ha cresciuto Sarah in casa loro. Il 6 ottobre Misseri confessa l’omicidio della nipote, dichiarando di averla uccisa dopo un tentativo di stupro. Indica agli inquirenti il luogo dove ha nascosto il cadavere, un pozzo di raccolta delle acque in Contrada Mosca, nelle campagne di Avetrana. Il corpo di Sarah viene ritrovato e il ritrovamento viene comunicato alla famiglia e al pubblico in diretta televisiva dalla trasmissione Chi l’ha visto?. 

Il delitto di Avetrana: le indagini e i processi

A nove giorni dalla sua confessione, Michele Misseri ritratta e accusa la figlia Sabrina, che avrebbe ucciso Sarah dopo un litigio. Sabrina Misseri viene arrestata con l’accusa di concorso in omicidio. L’esame sul corpo della ragazza esclude qualsiasi tipo violenza sessuale e Michele Misseri ritratta. Dichiara che sua figlia Sabrina l’ha chiamato dopo l’omicidio per occultare il cadavere. Sabrina viene accusata di omicidio e nel 2011 viene arrestata per concorso in omicidio anche la madre, zia di Sarah, Cosima Serrano. Per Michele Misseri l’accusa diventa quella di occultamento di cadavere.

Le indagini si muovono con l’ipotesi, mantenuta per tutto il processo, che il movente dell’omicidio è la gelosia di Sabrina nei confronti di Sarah. La gelosia di Sabrina è alimentata dalle attenzioni che la cugina Sarah riceve da Ivano Russo, un cuoco di Avetrana del quale Sabrina sarebbe stata innamorata. 

Come principale prova contro le due donne viene addotta la testimonianza del fioraio di Avetrana, Giovanni Buccolieri. Buccolieri afferma di aver visto, il giorno del delitto, Sabrina e la madre Cosima mentre inseguivano Sarah e la costringevano a risalire sulla macchina. Buccolieri afferma poi di non ricordare se avesse davvero visto questa scena o se l’avesse soltanto sognata.

Il delitto di Avetrana: la sentenza

Nel 2017 la Corte Suprema di Cassazione riconosce colpevoli e condannate all’ergastolo per concorso in omicidio volontario aggravato dalla premeditazione Sabrina Misseri e Cosima Serrano. Michele Misseri viene condannato alla pena di 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove. Carmine Misseri, fratello di Michele, viene condannato in via definitiva a 4 anni e 11 mesi di reclusione per concorso in occultamento di cadavere. 

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