HomeBikeDa un telaio alle strade d’Italia: una dichiarazione d’amore per la bicicletta

Da un telaio alle strade d’Italia: una dichiarazione d’amore per la bicicletta

«Da rimuovere o portare in discarica». Era lì da anni, nel cortile di una vecchia casa di ringhiera milanese, forse lasciata da qualche amante scappato troppo in fretta dopo una notte romantica: quella vecchia bicicletta da corsa, un telaio d’acciaio di un artigiano veneto con un numero identificativo che già la diceva lunga, un “48” impresso sotto i pedali, non la voleva più nessuno. Il giorno dopo sarebbe finita davvero in discarica. Eppure da quel telaio abbandonato nascono una storia d’amore e una vita nuova.

Inizia così, con un’ammissione – «Sono una quasi ladra di biciclette» – il racconto che Mariateresa Montaruli consegna al libro che racconta questa trasformazione, partendo da un luogo comune che diventa un’altra, convinta, ammissione: “Ho voluto la bicicletta”.

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Il recupero di quel telaio è la scintilla da cui parte il racconto. Ma soprattutto rappresenta una splendida metafora della bicicletta, emblema di un’economia circolare che ridà forma a storie e persone, rimette in moto economie e avventure, recupera energie e fa partire idee nuove. Di ammissione in ammissione, l’autrice confessa di aver capito solo dopo che a quel telaio quasi rubato avrebbe affidato il compito di «impresaria dei miei sogni».

Per Montaruli, già giornalista di viaggi, ancora oggi inconsapevole se ha scelto di viaggiare per scrivere o di scrivere per poter viaggiare, prende forma da quel telaio una consapevolezza del viaggio a due ruote che la porta a rivoluzionare la sua vita. Abituata a usare la bicicletta come semplice mezzo di trasporto urbano, scopre una nuova dimensione a due ruote: «La bicicletta, imparai presto, libera la mente, ammazza la stanchezza e la malinconia, ci fa sentire a caccia», nel senso di esplorazione del territorio, di nuove infinite possibilità di scoperta e avventura.

“Ho voluto la bicicletta. Itinerari e storie di ciclo-geografia per appasssionati, curiosi ed esperti” di Mariateresa Montaruli, Vallardi,15,90 euro

Una consapevolezza nuova che accompagna il suo cambio di vita. La ripetitività della pedalata permette anche alla mente di divagare, di avventurarsi in spazi inesplorati, di lasciare briglia sciolta all’intuizione. Nasce probabilmente così, tra una gita sul Naviglio e una un po’ più in là, l’idea di una nuova prospettiva: «Che cosa avevo in dispensa da mettere sul fuoco? Il mestiere di scrivere, ventisette anni di reportage di viaggio, la bicicletta verde lime adottata un anno prima (il telaio di cui sopra, ndr) e la voglia di carpire i segreti degli algortimi di Google».