HomeTecnologiaBezos riapre la partita spaziale per la Luna. Settimana prossima la decisione

Bezos riapre la partita spaziale per la Luna. Settimana prossima la decisione

Certe idee sono dure a morire e continuano a vivacchiare sottotraccia e così, come allora a nessuno venne in mente che si potevano sia fare i pozzi in Africa che i Saturn per andare sulla Luna, o che i milioni spesi da Bezos e da Branson sono privati e che un’industria del lusso, specie per noi italiani, è da molti considerata una benedizione, visti i posti di lavoro che procura.

Poi le critiche ci stanno, anche quelle americane, dove Bezos non è amato troppo. Ma un leader è uno che sa scegliere e Bezos lo è eccome: un altro si sarebbe potuto arrabbiare, ma lui no. Prima regala 100 milioni, in più tranche, sostanzialmente in beneficenza e poi scrive direttamente alla Nasa perché vuole regalare, avete letto bene, 2 miliardi di dollari se e solo se Nasa riammetterà la sua Blue Origin nel progetto Artemis, per riportare l’umanità sulla Luna e questa volta per starci pare.

La sfida lunare con Musk

È successo che Nasa aveva prima indetto una gara per la realizzazione del modulo di allunaggio aperto a più imprese, ma poi, per la conclamata carenza di fondi provocata dai tagli del Congresso americano sul bilancio dell’Agenzia, aveva deciso di ammettere alla prosecuzione del progetto Artemis solo SpaceX di Elon Musk, per un impegno di 2,9 miliardi di dollari, lasciando a secco gli altri contendenti, primo fra tutti proprio Bezos con Blue Origin e altri partecipanti a fianco di Bezos, gente di primo piano e usuali fornitori di Nasa, come Northrop Grumman e Lockheed Martin, fornitori usuali di Nasa.

Ovvio il ricorso di Blue Origin dato che inizialmente si era parlato di due proposte che sarebbero passate, per avere competizione e scelta finale fra le due. Il ricorso è accettato, la decisione favorevole a SpaceX congelata e proprio fra pochi giorni si aspetta la decisione sul ricorso stesso.

Poi lunedì scorso la proposta formale di Bezos, con lettera all’amministratore di Nasa, l’ex astronauta Bill Nelson, di assorbire i costi per la realizzazione di quanto proposta dalla gara sul bilancio di due anni, garantendo sui tempi e non mettendo in conto eventuali sforamenti di bilancio, normali nel mondo dello spazio.