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Pellicce messe al bando: Israele è il primo Paese a vietare la vendita

Si stima che circa la metà di tutti gli animali allevati per la loro pelliccia vengano uccisi per soddisfare il mercato delle finiture in pelliccia.

La Cina e l’Unione Europea sono i più coinvolti in questa mattanza. In Cina nel 2019 sono stati uccisi oltre 50 milioni di animali da pelliccia (20,7 milioni di visoni, 17,3 milioni di volpi e 12,3 milioni di cani procioni, una specie di volpe indigena dell’Estremo Oriente). Nella Ue sono stati quasi 38 milioni (34,7 milioni di visoni, 2,7 milioni di volpi, 166.000 cani procioni e 227.000 cincillà). Negli Usa 3,1 milioni e in Canada 1,8 milioni, soprattutto visoni.

Oltre all’allevamento, un numero enorme di animali selvatici viene catturato e ucciso per la pelliccia in natura, soprattutto negli Stati Uniti, in Canada e in Russia. Nel 2018, più di 3 milioni di animali sono stati uccisi per le loro pellicce in Nord America.

In Europa, l’allevamento di animali da pelliccia è stato vietato in Austria, Bosnia, Croazia, Repubblica Ceca, Lussemburgo, Macedonia, Serbia, Slovenia, Regno Unito ed è in fase di eliminazione in Francia, Belgio e Danimarca. Nei Paesi Bassi doveva entrare in vigore nel 2024, ma è stato anrticipato all’anno scorso dopo i focolai di Covid-19 scoperti negli allevamenti. In Germania (dal 2022), Svezia e Svizzera i requisiti di benessere negli allevamenti di animali da pelliccia sono stati talmente elevati da renderli non competitivi. Irlanda, Polonia, Lituania e Ucraina stanno attualmente valutando una legislazione sul divieto di allevamenti.