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Eutanasia legale, parte la raccolta firme per il referendum promosso dalla Associazione Luca Coscioni

Eutanasia legale: parte oggi, 17 giugno, la raccolta firme per il referendum promosso dall’Associazione Luca Coscioni.

Per raccogliere le 500.000 firme necessarie entro il 30 settembre, i primi tavoli saranno allestititi subito a Milano (angolo tra Corso Garibaldi e via Statuto) e Roma (Largo Argentina), mentre entro il 30 giugno saranno organizzati in tutta Italia.

A presentare la raccolta firme è stata oggi la Associazione Luca Coscioni durante la campagna tenutasi presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.

Referendum per la eutanasia legale: cosa prevede

Il referendum per l’Eutanasia Legale è stato depositato su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni lo scorso 20 aprile in Corte di Cassazione.

Il testo prevede una parziale abrogazione dell’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente), che impedisce la realizzazione di ciò che comunemente si intende per ‘eutanasia attiva’ (sul modello olandese o belga).

Tra le altre persone malate assistite dall’Associazione Coscioni c’è Mario che si era visto negare da Asl e Tribunale la possibilità di accedere al suicidio assistito.

E’ notizia di ieri che, con una nuova ordinanza storica e la prima del genere in Italia, il Tribunale di Ancona ha ribaltato la decisione precedente, imponendo alla Asl di verificare le condizioni del paziente per accedere al suicidio assistito, attuando di fatto la sentenza Cappato.

Eutanasia, Marco Cappato (Associazione Luca Coscioni): “Senza le 500mila firme slitterà di anni”

“Se entro il 30 settembre non saranno consegnate in Corte di Cassazione almeno 500.000 firme autenticate e certificate non sarà più possibile in questa legislatura approvare il referendum”, quindi significa nella migliore della ipotesi “avere una legge tra, 4 o 5 anni, forse 7-8 anni”. Così Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, in occasione della Conferenza stampa per l’avvio della raccolta firme sul referendum per l’Eutanasia.

Un referendum reso necessario, ha precisato, dal fatto che “la sentenza della Corte Costituzionale tiene fuori due fattispecie di pazienti: chi non è tenuto in vita da sostegni vitali, ad esempio i malati di cancro, e i pazienti che non sono in grado di darsi la morte da soli, perché immobilizzati totalmente e che quindi avrebbero bisogno dell’eutanasia. Ecco perché è urgente in questo momento la mobilitazione per la raccolta delle firme”.

Chiunque, ha concluso Cappato, “può partecipare alla campagna referendaria, che vede già oltre 5.000 volontari che si sono registrati e centinaia di autenticatori”.