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AstraZeneca prima dose, che fare? Oggi parla il Cts, mix con Pfizer seconda dose incoraggiante ma pochi studi

AstraZeneca prima dose, che fare? Si devono esprimere le autorità scientifiche, chiedono amministratori e virologi mentre chi ha già fatto la prima dose con AstraZeneca vuol capire se deve cambiare vaccino per la seconda, se deve preoccuparsi…

AstraZeneca prima dose, che fare?

E il Comitato tecnico scientifico (Cts) si esprimerà oggi in merito all’utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca per i giovani dai 18 anni in su.

Al momento, alcune Regioni hanno cancellato gli open day con il vaccino AstraZeneca aperti anche ai ragazzi, a seguito di casi di trombosi rare verificatisi in alcune giovani donne.

Massimo Galli, infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano e ordinario all’Università degli Studi di Milano, intervenendo ad Agorà, su Rai Tre. rassicura (ma intanto chiede che il Cts parli per capire se ricorrere ad AstraZeneca è davvero necessario per completare la campagna vaccinale). 

Galli: “Chi ha fatto prima dose AstraZeneca senza problemi faccia la seconda sereno”

“Chi ha già fatto la prima dose del vaccino anti-Covid AstraZeneca senza problemi ‘può andare avanti tranquillamente con la seconda senza aspettarsi guai e rogne”.

“Queste rare manifestazioni negative al vaccino, ha concluso, “sono limitate alla prima dose e avvengono nell’arco di due settimane dalla somministrazione. Quindi chi ha fatto il vaccino e non le ha avute, può stare sereno”.

Ricciardi (Salute): “Ora meglio fare la seconda dose con stesso vaccino”

“In questo momento chi ha fatto la prima dose con un vaccino è bene che faccia la seconda dose con lo stesso vaccino. Ciò perché quelle che sono state le prove sperimentali che hanno portato all’approvazione di questi vaccini sono state fatte sulla somministrazione di due dosi per lo stesso vaccino, e hanno dimostrato adeguate condizioni di sicurezza e di protezione”. Lo ha affermato Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, a Rainews24.

L’ipotesi di un mix vaccinale AstraZeneca-Pfizer

L’ipotesi di un ‘mix’ di vaccini anti-Covid, utilizzando due immunizzanti diversi per la prima e la seconda dose, diventa più concreta. E consentirebbe una maggiore flessibilità della campagna vaccinale proprio nella fase in cui si punta ad allargare le vaccinazioni all’intera popolazione.

Apre a tale opzione il Commissario per l’Emergenza Francesco Paolo Figliuolo. Ma il nodo non è ancora sciolto. Pur trattandosi di un’opzione “interessante” anche secondo l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), i dati scientifici sulle ‘combinazioni vaccinali’ sono ad oggi limitati e non definitivi. Pochi studi e ancor meno pubblicazioni.

Studio spagnolo (non pubblicato): ok mix, sicuro ed efficace

Secondo lo studio spagnolo Combivacs, non ancora pubblicato, infatti, il programma vaccinale eterologo – ovvero con due vaccini diversi – è sicuro ed efficace. Combivacs ha arruolato 670 partecipanti tra 18 e 59 anni che hanno già ricevuto una dose di AstraZeneca:.

Quelli cui Combivacs ha somministrato  una seconda dose col vaccino Pfizer, 450 soggetti, hanno mostrato un aumento di 150 volte dei titoli anticorpali, evidente 7 giorni dopo la somministrazione.

Studio inglese (su Lancet): alcuni svantaggi nel breve termine, ma mai trombosi

Un altro studio i cui dati preliminari sono stati appena pubblicati su Lancet – la ricerca inglese denominata Com-COV su 830 soggetti over-50 – ha invece evidenziato che il mix con una prima dose di AstraZeneca e la seconda con Pfizer determina un aumento delle reazioni avverse lievi come febbre, fatigue, mal di testa e dolori.

Con “alcuni svantaggi nel breve termine” mitigabili con l’uso di paracetamolo. Tali effetti collaterali sono stati segnalati nel 34% del campione, contro l’1,7% rilevato nello studio spagnolo.

Tuttavia, rileva al contempo Lancet, “è rassicurante che tali sintomi durano poco e che non ci siano preoccupazioni dai limitati dati ematologici e biochimici disponibili”, relativi a trombosi rare.