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951 nuovi positivi, 30 morti, solo 4 nuovi ricoveri in terapia intensiva

Bollettino coronavirus di mercoledì 23 giugno: i nuovi positivi in Italia nelle ultime 24 ore sono 951, 30 i morti. Ieri i nuovi casi erano stati 835, le vittime 31. Lo comunica il ministero della Salute. 

I casi registrati dall’inizio dell’epidemia di coronavirus Sars-CoV-2 sono 4.255.434, i morti 127.352. I dimessi ed i guariti sono invece 4.059.463, con un incremento di 5.455 rispetto a ieri, mentre gli attualmente positivi scendono a 68.619, in calo di 4.345 nelle ultime 24 ore. In isolamento domiciliare ci sono 66.135 persone (-4.178).  

Bollettino coronavirus 23 giugno: 198.031 test, tasso di positività allo 0,5% 

Sono 198.031 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 192.882. Il tasso di positività è dello 0,5%, ieri era stato dello 0,43%.  

Bollettino coronavirus 23 giugno: solo 4 ingressi in terapia intensiva 

Sono 344 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, con un calo di 18 rispetto a ieri nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 4 (ieri erano stati 10).

I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 2.140, in calo di 149 unità rispetto a ieri.  

Covid, spaventa la variante Delta Plus

A spaventare adesso è la variante Delta Plus, la nuova versione recentemente identificata e segnalata con la sigla AY.1, che come le altre varianti del coronavirus SarsCoV2 sta riutilizzando mutazioni già comparse: per esempio la K417N che si era osservata bella variante Beta individuata in Sudafrica.

“Potremmo dire che la variante Delta è una versione potenziata della Beta”, osserva il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca.

Proprio queste mutazioni ricorrenti, secondo il virologo, potrebbero essere considerate nel rimodulare i vaccini anti Covid esistenti. “Non possiamo escludere – rileva – che arrivino nuove varianti e che alcune di queste non possano ‘bucare’ il vaccino dal punto di vista virologico, ossia per quanto riguarda infezione e trasmissione, anche se non ancora dal punto di vista clinico, ossia per quanto riguarda la malattia grave e la morte”.

Gradualmente, “si stanno selezionando una costellazione di mutazioni critiche che sfuggono agli anticorpi neutralizzanti indotti dalle infezioni naturali e dai vaccini disegnati sulla proteina S nativa. Sembra quindi, almeno al momento, che l’evoluzione del virus abbia poco margine di selezione”, prosegue l’esperto.

Quello che “più preoccupa – aggiunge – è che ci sono Paesi in cui il piano di vaccinazione è ancora molto indietro e dove, quindi, il virus si replica liberamente. Non sappiamo se la pressione selettiva dei vaccini farà insorgere nuove varianti”.