HomeTecnologiaProdurre l’acqua dalla sabbia della Luna è possibile. In laboratorio

Produrre l’acqua dalla sabbia della Luna è possibile. In laboratorio

La Luna è polverosa, completamente ricoperta da uno strato di diversi centimetri di granelli di materiale in buona percentuale metallico. Quella polvere, originata dai continui urti con meteoriti, di ogni dimensione dal millimetro in su, cela entro di sé un vero e proprio tesoro, e non è oro o litio o diamanti, ma qualcosa di molto più prezioso: i componenti dell’acqua.

Per capire come estrarli e riaccoppiarli nella preziosa molecola, operazione non proprio facile, si sono messi assieme l’accademia, nel caso il Politecnico di Milano col suo prestigioso Laboratorio di Scienza e Tecnica aerospaziale, e l’industria, Ohb Italia.

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Il risultato c’è, almeno nel laboratorio del Politecnico in cui è stato approntato il macchinario che ha estratto, da sabbia che replica in modo sostanziale la polvere e regolite lunare, la tanto desiderata H2O, con un sistema che prevede due passaggi distinti.

Realizzazione importante per la sopravvivenza sul nostro satellite, ora che Europa e America, ma anche Russia e Cina, si apprestano a tentare il grande salto di tornare sulla Luna, e va bene, ma anche restarci. Per noi umani respirare e bere non è un optional.

Il team di lavoro per il progetto Isru “aqua dalle rocce lunari” coordinato da. Michèle Lavagna con l’azienda Ohb (HB foto, © Matteo Bergamini/Lab Immagine

L’attrezzatura per il momento è dimostrativa, come dice Roberto Aceti, amministratore delegato di Ohb Italia, ma che dimostra la fattibilità di una tecnologia abilitante fondamentale per inviare sul nostro satellite naturale esseri umani anche in strutture complesse. «In questo particolare campo siamo avanti rispetto ad altri Paesi», conclude Aceti.