HomeTecnologiaMalta, laterizi, intonaci: la cenere di lava dell’Etna rinasce a nuova vita

Malta, laterizi, intonaci: la cenere di lava dell’Etna rinasce a nuova vita

Un problema ambientale, una soluzione tecnologica che attinge al passato: recuperare le ceneri per utilizzarle in un’economia di valore come fertilizzanti, o detersivi.

Ora, le ceneri e i lapilli nello specifico sono quelle vulcaniche, risultate dalle eruzioni di lava e che rimanendo sul terreno hanno una forte valenza negativa in termini di inquinamento.Ne sanno qualcosa i siciliani che vivono ai piedi dell’Etna e che hanno a che fare con tonnellate di cenere vulcanica e lapilli.

Loading…

Il progetto Reucet (Recupero e utilizzo delle ceneri vulcaniche etnee) ha studiato la possibilità di trasformarle in soluzioni d’ingegneria civile e ambientale. Calcestruzzo, malte, intonaci, prodotti laterizi tradizionali per sottofondi stradali, per opere geotecniche, fino a soluzioni in cui viene utilizzato come assorbente con finalità di riduzione dell’inquinamento.

Paolo Roccaro, ordinario di Ingegneria Sanitaria Ambientale del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) all’Università degli Studi di Catania, è il responsabile del progetto, finanziato dal Ministero dell’Ambiente con 71mila euro.

La tematica è stata affrontata con un approccio interdisciplinare che ha coinvolto diversi gruppi di ricerca coordinati da Salvatore Damiano Cafiso, Loredana Contrafatto, Ernesto Motta e Federico Vagliasindi del Dicar, Antonino Pezzino e Marco Viccaro del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali ed Enrico Ciliberto del Dipartimento di Scienze Chimiche.