HomeTecnologiaLa Nasa aumenta di sette volte le tariffe per lo spazio. Il...

La Nasa aumenta di sette volte le tariffe per lo spazio. Il colpevole è la crema di bellezza

Supponiamo di avere un business in Usa, che comporta molti viaggi e anche la consulenza in loco. Supponiamo ci arrivi una lettera dalla compagnia aerea con cui siamo convenzionati in cui si annuncia un ritocco delle tariffe. Va bene dai, abbiamo fatto il budget complessivo con intelligenza e un po’ di elasticità ci è permessa. Arriva però la doccia fredda: sia il biglietto di viaggio che la manodopera costeranno sette volte tanto.

Non è uno scherzo, ma quel che è successo a Nanoracks, cliente di Nasa per l’utilizzo della International Space Station, ma anche ad altri. Situazione imbarazzante e grande arrabbiatura, ma cosa ha spinto Nasa a una mossa così inaspettata e sgradevole? È una storia di creme di bellezza, iniziata bene e finita, come appena visto, assai male.

Loading…

Nasa a fine 2019 annuncia che, per la sua parte di Stazione Spaziale Internazionale (Iss), si può pensare a un utilizzo commerciale: ricerche di industrie che possono avere vantaggio dall’ambiente spaziale, studi sul corpo umano o i farmaci sono benvenuti. Prezzi modici, anche se stiamo sempre parlando di ambiente spaziale, e quindi un chilogrammo di materiale costa 3.000 euro in upstream, cioè per portarlo da terra alla Iss e il doppio per riportarlo giù.

Costi giustificati anche se noi non siamo proprio abituati a pagare un biglietto per il cinema e un biglietto doppio per uscirne. Comunque, siccome come dice il proverbio le vie dell’Inferno sono lastricate di buoni propositi, il primo utilizzo della Iss in veste commerciale è stato fare da set di un film, con Tom Cruise, e come secondo si è vista la famosa cupola, una bow window spaziale incredibilmente sofisticata dal punto di vista tecnologico che, fra parentesi, è stato costruita da Thales Alenia Space, fare da set fotografico per una crema da viso per signore.

Dieci vasetti sono stati portati sulla Iss nel settembre scorso, fotografati dagli astronauti, che non compaiono comunque nelle foto, e ritornano sulla Terra dove verranno messi all’asta. È prevedibile che buona parte, se non tutta la cifra, dei 128.000 dollari sborsati dalla famosa ditta di cosmetici a Nasa verranno recuperati, grazie ad acquirenti benestanti che vorranno avere la prima “crema di bellezza spaziale”, o quasi.