HomeTecnologiaClima, l’emergenza esplode in una installazione interattiva

Clima, l’emergenza esplode in una installazione interattiva

Se è vero che gli esseri umani fanno fatica a percepire l’emergenza climatica a causa della difficoltà a cogliere relazioni di causa ed effetto concomitanti sul lungo periodo, si possono tentare altre strade. Come quella basata su sensorialità, multimedialità e interazione della mostra Earth Bits-Sensing the Planetary», installazione che sarà fruibile dal 18 marzo 2021 al maat – Museo di Arte, Architettura e Tecnologia di Lisbona. La realizzazione, tutta dedicata all’emergenza climatica, si pone all’incrocio tra scienza cultura e design e aspira a contribuire a una presa di coscienza collettiva.

L’installazione si basa su dati scientifici grazie alla collaborazione di Esa (European Space Agency), Iea (International Energy Agency), Edp Innovation (Energias de Portugal) ed Epd Sustainability. Dati preziosi che sono stati trasformati in installazioni interattive, dataviz, wallpaper digitali, video animati pensati per generare consapevolezza e pensiero critico rispetto all’impatto ambientale dei propri comportamenti, anche quotidiani, sull’intero pianeta. Un’esperienza multisensoriale dove i contenuti multimediali e transmediali diventano materia emozionale e didascalica.

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Il contributo dell’interaction design

«La progettazione di esperienze narrative basate su evidenze scientifiche come Earth Bits, coniugano la visione del museo e la volontà di stimolare un pensiero critico andando oltre la semplice messa in scena di un messaggio, grazie alla costruzione di una storia da esplorare attraverso linguaggi innovativi che aiutano a decodificare la complessità, strutturare il pensiero e creare conoscenza che si apre al confronto tra scienza, cultura e società», afferma Alessandro Masserdotti, co-founder e cto Dotdotdot, studio nato a Milano nel 2004, tra i primi in Italia a operare nell’ambito dell’Interaction Design.

Dal piccolo al grande

Il racconto si snoda in quattro installazioni multimediali che restituiscono al visitatore una serie di evidenze scientifiche sulla crisi ambientale e sulla centralità del consumo energetico provocato dall’uomo attraverso uno scenario di responsabilità, singole e collettive, per arrivare ad una visione globale e cosmologica. Partendo da un’analisi della situazione ambientale attuale e dal riconoscimento che l’energia sia diventata ormai un elemento indispensabile per alimentare il nostro stile di vita, le diverse installazioni mostrano, grazie alla rielaborazione di dati oggettivi, quanto il fabbisogno energetico provocato dalle nostre azioni quotidiane sia strettamente collegato al rapido esaurimento di risorse fondamentali per l’ecosistema della Terra.

Elettricità e consumi individuali

Ad aprire il percorso è “Power Rings”, un dataviz in loop che mostra il consumo di elettricità in Portogallo nel biennio 2019-2020 raccontando l’impatto delle restrizioni e delle misure adottate durante il primo lockdown e come il covid-19 abbia influito sul fabbisogno energetico del Paese. Poi si passa a “24Hours: the ecology and energy of our flux” che conduce il visitatore all’interno degli spazi attraverso un grande murale illustrato lungo 12 metri che racconta meticolosamente, con una serie di illustrazioni dettagliate, i meccanismi di consumo energetico che stanno alla base di 80 semplici azioni che si compiono abitualmente nel corso della giornata.