HomeTecnologiaGli Emirati arabi nell’orbita di Marte, in attesa di cinesi e americani

Gli Emirati arabi nell’orbita di Marte, in attesa di cinesi e americani

La sonda è anche abilitata a usare la rete globale Nasa di parabole per le trasmissioni con lo spazio interplanetario, Deep Space Network.

È la prima volta che uno Stato entra in questo modo in campo spaziale e gli Emirati lo stanno facendo alla grande, con una operazione che ha permesso di formare, in poco tempo una classe di ingegneri spaziali che hanno lavorato in Usa a questo progetto e alla costruzione fin dall’inizio.

La torre di Burj Khalifa, l’edificio più alto del mondo, illuminato di rosso in occasione della missione Hope su Marte (Afp)

Gli Emirati, che hanno assunto anche parecchi professori stranieri nelle loro Università per lo stesso motivo, formare la prossima classe di ingegneri emiratini, hanno anche messo in campo un’operazione imponente di motivazione dei propri abitanti, specie i giovani, verso lo spazio.

Ieri pomeriggio, in Italia, è andata in onda negli schermi e sulla rete contemporaneamente una normale attesa di una delicata operazione in campo spaziale, come se ne vedono parecchie, assieme a una festa cittadina dal sapore incredibilmente hollywoodiano. Alle consuete facce tese nella sale controllo, dietro ai terminali negli 11 minuti di attesa per capire se la manovra era riuscita, si sono alternate interviste in studi scenografici, video preparati in maniera magistrale, interviste a big stranieri della comunicazione del campo, come Neil de Grasse Tyson, arcinoto divulgatore del Planetario di New York, o il fisico Michio Kaku, in cima ai best seller scientifici da 10 anni coi suoi libri.

Tutti entusiasti, anche se l’apporto originale degli Emirati, Stato che a dicembre compirà i suoi primi 50 anni, alla missione è stato limitato rispetto alla norma. Stupenda la grande torre di Kalifa, il più alto grattacielo del mondo con i suoi quasi 900 metri, usato come schermo cinematografico per il conto alla rovescia e poi per proiezioni sui momenti salienti della missione. Basta seguire i filmati messi su Twitter dal progetto, @HopeMarsMission, per capire lo spirito della giornata.