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Gli effetti del climate change in Italia: un modello per capire (e anticipare) eventi estremi

Nuovi modelli climatici regionali e simulazioni ad altissima risoluzione spaziale e temporale per conoscere l’evoluzione di eventi estremi di pioggia. E capire, quindi, come in aree determinate e circoscritte potrà cambiare la distribuzione oraria. Dalle Alpi al resto d’Italia.

A portare avanti questo programma che parte dal primo studio (all’interno del progetto europeo H2020 EUCP European Climate Prediction system, per lo sviluppo di modelli climatici) sulle precipitazioni nell’area alpina è il Cmcc, Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici un ente di ricerca no-profit fondato nel 2005 con il supporto finanziario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio.

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«Il progetto – chiarisce Paola Mercogliano, direttrice della divisione Remhi (Regional Models and geo-Hydrological Impacts) della Fondazione Cmcc – consente di arrivare a conoscere l’evoluzione degli eventi estremi attraverso modelli climatici sempre più risoluti nello spazio e nel tempo che sono in grado di descrivere i complicati fenomeni atmosferici in maniera più dettagliata e completa».

In particolare, argomenta la direttrice, «il modello da noi utilizzato nel paper ha una risoluzione di circa 2 km e ci permette di studiare anche come il cambiamento modificherà la frequenza di eventi estremi di pioggia che sono caratterizzati da una elevata localizzazione spaziale e che avvengono su scale orarie, finora ciò non era possibile».

Non solo: «La configurazione girata dal Cmcc include poi specifiche parametrizzazione che sono in grado di meglio descrivere cosa determina il cambiamento climatico sulle aree urbane».