HomeBikeAttiva, sostenibile e partecipata: come sarà la mobilità urbana del futuro

Attiva, sostenibile e partecipata: come sarà la mobilità urbana del futuro

Tra i temi c’è il ruolo primario che la mobilità dolce riveste sulla salute, che l’Organizzazione mondiale della sanità definisce come «uno stato di benessere ed equilibrio psico-fisico». In primis disincentivando l’uso dei mezzi a motore, tra i maggiori responsabili dell’emergenza inquinamento atmosferico, che solo in Italia causa 80.000 morti/anno.

Ma anche incentivando uno stile di vita attivo, che riduca la sedentarietà e spinga ad un cambiamento almeno una parte dei 23 milioni di italiani di età maggiore di 18 anni considerati cronicamente sedentari.

Una necessità, quella di diventare più attivi fisicamente nella vita di tutti i giorni, che è ormai un tema assimilato e avvallato anche dall’Oms, che a novembre 2020 ha pubblicato nuove linee guida, considerando una persona fisicamente attiva con almeno 300 minuti di attività fisica aerobica alla settimana, come camminare, correre o pedalare (prima erano 150).

«Vista la cronica mancanza di tempo libero, il modo migliore per diventare più attivi fisicamente nel corso della giornata è sostituire nel tragitto casa-lavoro l’auto con la bicicletta (o andare direttamente a piedi, per chi lavora vicino). L’uso della bici permette infatti di spezzare la catena di inattività fisica “letto-auto-sedia-auto” che caratterizza milioni di italiani moderni e che provoca un aumento dell’infiammazione localizzata, una riduzione dell’assorbimento di zuccheri e grassi nel sangue e un accumulo di adipociti (le cellule del grasso)», spiega Omar Gatti, dottore in Scienze motorie, che a MobilitARS presenterà la sua proposta di “Piano Nazionale Anti Sedentarietà”.

La città sana che abilita