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La bicicletta al centro della mobilità sostenibile: due osservatori per sviluppare le potenzialità

«La bici può ridisegnare il nostro territorio, come lo hanno fatto le auto negli anni ’70. Il turismo di massa ha fatto molti danni, ma il cicloturismo può migliorare i territori, perché disegnare gli itinerari obbliga a fare rete e sistema tra i numerosi player coinvolti nell’indotto», ha sottolineato Sebastiano Venneri di Legambiente, membro dell’Osservatorio.

Non è un caso che la bicicletta sia protagonista del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con 32 miliardi allocati per la mobilità sostenibile che si aggiungono ai 67,5 miliardi per la rivoluzione verde. Un comparto trainato da vendite in costante aumento con 1,7 milioni di biciclette vendute nel 2019 e oltre 2 milioni nel 2020 (3 al minuto) grazie alla spinta del bonus bici. Sempre più italiani – due milioni secondo le stime – usano la bici come mezzo di trasporto quotidiano, ma sarebbero oltre 6 milioni se le infrastrutture fossero adeguate.

«I due Osservatori saranno funzionali per supportare l’enorme potenziale che i fondi del Next Generation EU potranno far emergere e valorizzare. Un volano per la ripartenza che ha bisogno di progettualità», ha detto Gianluca Santilli, avvocato romano fondatore dell’Osservatorio Bikeconomy e coautore di Bikeconomy insieme a Pierangelo Soldavini. «L’obiettivo è quello di essere un punto di riferimento sul tema mobilità sostenibile, un centro di studi, analisi, progettazione e realizzazione nell’ambito della mobilità del futuro e della conseguente rigenerazione e valorizzazione di città e territori».

Un patrimonio, quello dell’Osservatorio, di progettualità, dati e analisi, acquisito in anni di studi e ricerche e che si avvale di partnership prestigiose: con l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, di Legambiente, ma anche della Dutch Cycling Embassy, network a partecipazione pubblica nato con lo scopo di «esportare» le best practice operate in Olanda, oltre che con Università e centri di ricerca, gruppi industriali e aziende internazionali operanti nel comparto.

Oltre alla consulenza sulla mobilità sostenibile, la rigenerazione urbana ed il turismo attivo, l’Osservatorio si propone anche di effettuare ricerche e analisi, formazione, anche in partnership con le Università e l’esecuzione materiale di progetti.