HomeMotoriFormula 1, in Germania Hamilton raggiunge Schumacher nella storia a quota 91

Formula 1, in Germania Hamilton raggiunge Schumacher nella storia a quota 91

Il ritorno dell’incredibile Hulk

A fronte delle “solite” prestazioni ripetitive che tanto hanno annoiato i tifosi negli ultimi anni, non si può non celebrare una storiella colorata come questa. Lance Stroll ha deciso di non prendere parte a nessuna parte di questo weekend, comunicando ieri mattina un malessere al team che, trovandosi in una pista tedesca a correre, ha pensato bene di chiamare la “riserva” Nico Hulkemberg, comunque in procinto di andare all’autodromo per impegni con la tv nazionale. Di nuovo chiamato in “emergenza”, come già visto a Silverstone, sempre per motivi di salute dei sostituiti, tuttavia con molto meno anticipo.

Nei gran premi corsi in Gran Bretagna, Perez non aveva partecipato perché risultato positivo al Covid-19, lasciando margine al team per avvisare il biondo sostituto con 24 ore di anticipo. Ieri invece l’avviso è arrivato alle 11 di mattina quando c’era da scendere in pista per le qualifiche alle 15.00.

La storia ha avuto un lieto fine perché, pur classificandosi ultimo, è riuscito a prendere parte alla gara di oggi, concludendo all’ottavo posto.

Alfa, un piccolo punto della bandiera

Da segnalare un momento leggermente migliore del solito per Giovinazzi, già a partire dalla qualifica a “solo” nove decimi di secondo dal quarto posto di Leclerc ma sopratutto ben quasi otto decimi più rapido del suo compagno Raikkonen, che gli sono bastati per scattare dalla quattordicesima posizione, davanti alle Haas, Williams ed eccezionalmente alla Racing Point di Hulkemberg. Raikkonen invece non benissimo, nonostante celebri il record di 323 gran premi personali, battendo il predecessore Barrichello nella classifica del più “veterano” nelle gare di Formula 1. Niente punti per lui, ma non è una pista mai stata amichevole al finlandese: il GP-Strecke lo ha visto due volte in pole ma mai vincente anche negli anni migliori.

Non da brivido, ma l’azione c’è stata

Si ricorda già una partenza a dir poco millimetrica per i detentori delle prime due file. Hamilton e Bottas, Verstappen e Leclerc: quelli scattati dalle piazzole pari sembravano entrambi in apparente vantaggio alla prima a destra, poi sono stati subito ridimensionati dalla fine della chicane, con la curva a sinistra e un immediato allungo verso la terza. Subito Mercedes e Verstappen in fuga. Al quarto giro Leclerc aveva già preso 7 secondo dal trio di testa e Ricciardo era già dentro a soffiargli sul collo.
Al nono giro erano 15 i secondi dal leader ma Ricciardo è passato senza grossi problemi. Da lì si è capito che la Renault stava preparando una grande giornata, mentre la Ferrari doveva assolutamente contenere i danni e abbandonare i sogni fatti dopo il quarto in qualifica. Del settimo finale per il monegasco, insomma, visto che nei primi minuti perdeva oltre 1 secondo e mezzo a tornata dai leader, non si può lamentarsene.
Poteva cambiare qualcosa una variabile pioggia che non si è mai attivata fino in fondo, anzi, ha illuso solo per pochi minuti. Una tensione a riguardo in casa Ferrari c’è stata al giro 11, quando Leclerc è entrato a mettere la gialla.
Sembrava un azzardo, anzi, se fosse piovuto forte sarebbe stato un grave errore, ma alla fine è andata bene.
Tuttavia nell’arco di pochi attimi si è pure visto Vettel compiere un’uscita anomala mentre attaccava Giovinazzi: ha perso il posteriore, si è girato e ha “ripreso” la macchina imbardata a sinistra proprio al confine della ghiaia. Una mossa da maestro ma, ironia della sorte, non è mai più riuscito a mettergli il muso davanti, finendo pure dietro nella classifica finale: l’italiano ultimo a punti, Vettel il primo fuori.