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F1, Silverstone infuocata: le gomme di Bottas cedono e Leclerc sale sul podio

Lewis Hamilton, al di là di avere l’auto più veloce, ha pure portato a casa l’ottantesettesima vittoria in Formula 1 quasi senza accorgersene, ma non senza sudare. Anzi: come accennato, pure lui ha visto “scoppiare” una gomma anteriore. Ma nonostante ciò, grazie anche al cambio gomme di Verstappen sul finale, è comunque riuscito a tagliare per primo con cinque secondi di vantaggio sull’olandese. Cade sempre in piedi, il sei volte campione.

Pochi brividi, due safety car molto lente

È stata una gara molto regolare senza grandi brividi nelle prime fasi. Hamilton in testa resiste agli attacchi di Bottas allo stesso modo di Verstappen rispetto a tentativi non molto aggressivi di Leclerc: l’olandese è stato incisivo e non si è fatto passare né subito né in seguito. Ma alla fine del primo giro Magnussen ha avuto un incidente con Albon. Forse non l’ha visto all’interno mentre lo sorpassava: brutta uscita nella ghiaia e safety car immediata e inevitabile. L’auto ha preso una “botta vera” laterale e importante: è volata lateralmente del tutto scomposta, poi si è girata senza mai poterne riprendere il controllo. Spavento e ritiro ma nessuno si è fatto male.

A un quarto esatto di gara, al giro 13, invece un incidente più serio (con necessaria seconda safety car e giro ai box per tanti) ha visto il russo Kvyat impattare contro il muro e distruggere la macchina: dopo un testacoda ad altissima velocità e un crash abbastanza duro, per fortuna ne è uscito subito con le proprie gambe. In prima battuta è sembrato un cedimento, dove il pilota ha subito gli eventi in modo del tutto inconsapevole o improvviso: una delle casistiche peggiori che talvolta hanno anche esiti molto negativi.

A poco meno di metà si è vista una breve ma intensa lotta fra Sainz e Grosjean, dove lo spagnolo ha avuto la meglio non senza soffrire e tirar fuori quella grinta che ormai ogni domenica il pubblico si aspetta: poiché è atteso in Ferrari nel 2021, quest’anno deve comunque mostrare di meritare la guida privilegiata che lo aspetta.

Un po’ di luce, ma la crisi non è risolta

Vettel ha galleggiato gran parte della gara a cavallo del confine della zona punti e come primo degli inseguitori ha annoverato Giovinazzi, l’unico italiano in Formula 1, che sta iniziando a dare paga sempre più spesso anche al veterano compagno di squadra Raikkonen, oggi arrivato sul traguardo per miracolo: tanti problemi e un pezzo volato via sul finale “parcheggiato” appena fuori careggiata. Il punto della bandiera è arrivato, bisogna dirlo, solo per via della debacle di Bottas: quasi non ci credeva più. Nonostante il sorriso per qualche punto forse in più del previsto, né lui né Leclerc possono festeggiare granché: la macchina ha bisogno ancora di diverso tempo per colmare il gap con la concorrenza, pertanto per ovviare a una potenza complessiva ancora insufficiente, hanno dovuto rinunciare a una aerodinamica competitiva che, in questa pista con curvoni anche ad altissima velocità, non accetta grandi compromessi. Pertanto, sapendo di non poter avvicinare i primi già “sulla carta”, la prestazione di Leclerc è davvero rimarchevole perché, a oggi, non si potrebbe davvero chiedere di più alle “rosse”.